I numeri confermano questa tendenza positiva: nel corso del 2025 sono stati ben 23 i grandi cargo approdati al porto di Vibo Marina
Il porto di Vibo Marina conferma la propria vocazione industriale, rafforzando il ruolo di snodo strategico per l’esportazione dei prodotti metalmeccanici del territorio. Un’attività sempre più intensa che testimonia la crescita del comparto produttivo locale e la sua crescente integrazione nei mercati internazionali.
Nella giornata odierna, alla banchina Bengasi è attraccata la nave general cargo Palmgracht, imponente unità di circa 170 metri di lunghezza e 18.000 tonnellate di stazza, battente bandiera olandese. La nave è impegnata nelle operazioni di imbarco di prodotti realizzati da Baker Hughes, destinati al mercato statunitense, a conferma della capacità del porto di fungere da porta internazionale per le eccellenze industriali del territorio.

Contemporaneamente, in rada è in attesa di ingresso il cargo Scheldevliet, anch’esso di bandiera olandese, lungo circa 100 metri e con una stazza di 4.000 tonnellate. L’unità è pronta a imbarcare prodotti AMD con destinazione Taranto, ulteriore segnale della vivacità dei traffici commerciali che interessano lo scalo vibonese.
I numeri confermano questa tendenza positiva: nel corso del 2025 sono stati ben 23 i grandi cargo approdati al porto di Vibo Marina per il carico di macchinari e componenti prodotti dalle aziende del polo metalmeccanico locale, poi esportati verso mercati di tutto il mondo. Un dato significativo che evidenzia la centralità crescente dello scalo nel panorama logistico-industriale del Mezzogiorno.


In questo contesto di sviluppo, grande attenzione è rivolta agli interventi infrastrutturali previsti, a partire dall’atteso ampliamento della banchina commerciale. Un progetto strategico che prevede anche l’abbattimento del capannone ex Civam, passaggio fondamentale per consentire l’adeguamento delle strutture portuali alle esigenze di traffici sempre più consistenti e di navi di maggiori dimensioni.
Il porto di Vibo Marina si conferma dunque non solo come punto di riferimento per il sistema produttivo locale, ma anche come un’infrastruttura chiave per l’internazionalizzazione delle imprese, capace di connettere il territorio con le principali rotte commerciali globali. Un asset strategico su cui continuare a investire per sostenere crescita economica, occupazione e competitività.









