Dopo il commiato, una delibera a sorpresa sulla riorganizzazione della ASP accende l’allarme nei comuni, soprattutto montani: convocazione d’urgenza della Conferenza dei Sindaci
Un clima di forte apprensione attraversa il territorio di Vibo Valentia e dell’intera provincia dopo le ultime, inattese decisioni assunte dalla ASP di Vibo Valentia.
Solo ieri si era consumato il commiato ufficiale della terna commissariale, con una conferenza stampa dal tono consuntivo, utile a tracciare il bilancio dei 18 mesi di gestione straordinaria affidata per incarico ministeriale. Un passaggio che lasciava presagire una fase di transizione, se non addirittura di ritorno a una gestione più ordinaria. E invece, a distanza di appena 24 ore, arriva una notizia che riapre interrogativi e timori.
Una delibera finale – definita da molti già come un “atto a sorpresa” – interviene su un tema tra i più delicati per il territorio: la riorganizzazione delle postazioni di continuità assistenziale, ovvero la distribuzione delle guardie mediche. Una questione annosa, che negli anni ha alimentato tensioni, soprattutto nelle aree interne e montane, dove l’accesso ai servizi sanitari rappresenta già oggi una criticità strutturale.
Il contenuto dettagliato del provvedimento non è ancora noto, ma tanto è bastato per far scattare l’allarme tra i sindaci del comprensorio. In particolare, sono le comunità più periferiche a temere un ulteriore ridimensionamento dei presìdi, con conseguenze dirette sulla sicurezza sanitaria dei cittadini.
Non a caso, il Presidente Salvatore Fortunato Giordano ha reagito con tempestività, convocando ad horas – con carattere d’urgenza – la Conferenza dei Sindaci per lunedì 13 aprile alle ore 16.00 in prima convocazione ed alla reo 17.00 in seconda. Un segnale chiaro della gravità percepita e della necessità di fare immediatamente chiarezza su una decisione che rischia di incidere profondamente sull’equilibrio dell’assistenza territoriale.
Tra i primi cittadini, serpeggia già un malcontento diffuso. In molti, soprattutto dai comuni montani, non nascondono la propria contrarietà a un intervento che potrebbe tradursi in un ulteriore isolamento sanitario delle aree più fragili. Il timore è che, dietro la parola “efficientamento”, si nascondano tagli o accorpamenti difficilmente sostenibili per territori già penalizzati da distanze, carenze infrastrutturali e spopolamento.
In attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti della delibera, resta un dato politico e istituzionale: la scelta della terna commissariale di intervenire su un tema così sensibile proprio a ridosso della fine del proprio mandato solleva interrogativi sulla tempistica e sull’opportunità di una decisione che avrà inevitabili ripercussioni nel lungo periodo.
Le prossime ore saranno decisive. Dalla riunione di lunedì della Conferenza dei Sindaci potrebbero emergere richieste di chiarimento, prese di posizione ufficiali o, nei casi più estremi, una mobilitazione istituzionale per chiedere una revisione del provvedimento.
Nel frattempo, tra i cittadini cresce la preoccupazione. Perché quando si parla di guardie mediche, soprattutto in territori complessi come quello vibonese, non si tratta solo di organizzazione sanitaria, ma di diritto alla salute e di presidio fondamentale di sicurezza per intere comunità.









