Il nuovo libro del chirurgo vibonese Bruno Nardo tra esperienza, etica e responsabilità
di Domenico Nardo
C’è un punto in cui la medicina smette di essere solo procedura e diventa ascolto. Un punto sottile, quasi nascosto, dove la tecnica incontra la responsabilità e la cura si fa racconto. È in questo spazio che si colloca il nuovo libro di Bruno Nardo, Il chirurgo e le riflessioni del peritoneo. Storie di medicina, limiti e responsabilità, pubblicato da Esculapio: un’opera che attraversa la chirurgia dall’interno, restituendola nella sua verità più complessa e più umana

Con oltre trent’anni di attività tra sala operatoria, ricerca e formazione, Bruno Nardo è oggi Direttore della Chirurgia Generale dell’Ospedale Annunziata di Cosenza e guida la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale. La sua esperienza, maturata in contesti clinici di eccellenza, si traduce in una scrittura che unisce rigore e sensibilità, precisione e profondità etica.
Ha eseguito più di 5000 interventi, affrontando scenari clinici complessi che hanno affinato uno sguardo capace di tenere insieme la decisione chirurgica e la fragilità del paziente. Il libro nasce proprio da questa doppia postura: la fermezza del gesto e la consapevolezza del limite.

Elemento anatomico tra i più discreti, il peritoneo diventa nel volume una presenza simbolica: una membrana che custodisce, separa, protegge, ma soprattutto ricorda. Nardo lo trasforma in un interlocutore silenzioso, una sorta di testimone che osserva la chirurgia dall’interno e ne rivela le tensioni, le domande, le responsabilità.
Attraverso questa metafora, il libro esplora:
- la vulnerabilità del corpo affidato alle mani del chirurgo
- il peso delle scelte che si compiono in pochi istanti
- la memoria dei gesti che segnano una vita professionale
- la relazione, sempre unica, tra medico e paziente
Il peritoneo diventa così una lente poetica e insieme concreta, capace di illuminare ciò che spesso resta invisibile.
Il volume non è rivolto solo ai professionisti della salute. È un libro che parla a chiunque desideri avvicinarsi alla medicina come esperienza umana, prima ancora che tecnica. Nardo accompagna il lettore dentro la sala operatoria senza mai indulgere nel tecnicismo: ogni intervento diventa una storia, ogni storia un’occasione per interrogare il senso della cura.
La sua scrittura, sobria e meditata, restituisce alla chirurgia la sua dimensione più autentica: un atto che richiede conoscenza, ma anche ascolto; precisione, ma anche responsabilità; coraggio, ma anche memoria.
Il chirurgo e le riflessioni del peritoneo si inserisce nel dibattito attuale sulla formazione del medico, ricordando che la competenza non può essere separata dall’etica, né la tecnica dalla relazione. È un invito a guardare la medicina non solo come scienza, ma come pratica che coinvolge la persona nella sua interezza.









