Una scelta che rischia di trasmettere messaggi confusi e di indebolire la credibilità di una strategia che si racconta voglia essere di rilancio turistico per Vibo Marina
C’è da rimanere sbigottiti dinanzi a quanto sta accadendo a Vibo Marina!
Le parole dell’imprenditrice balneare meritano attenzione e rispetto, perché danno voce a un interrogativo che in queste ore tanti cittadini e operatori turistici di Vibo Marina si stanno ponendo. Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza dell’oleodotto e di intervenire dopo i danni provocati dalle mareggiate invernali. Ma è legittimo chiedersi perché si sia arrivati ad aprire un cantiere sulla spiaggia proprio a ridosso della stagione estiva, quando il litorale dovrebbe presentarsi nel migliore dei modi per residenti e turisti.
Vedere ruspe e operai sull’arenile in questo periodo crea disagio e alimenta preoccupazioni tra gli operatori del settore, già alle prese con enormi difficoltà.
C’è poi un aspetto che appare contraddittorio e che non può essere ignorato: da una parte l’amministrazione comunale sostiene la necessità di allontanare i depositi costieri della Meridionale Petroli per favorire la vocazione turistica del territorio, dall’altra l’ufficio urbanistica dello stesso Comune autorizza lavori legati alle stesse infrastrutture Eni nel pieno della stagione balneare. Una scelta che rischia di trasmettere messaggi confusi e di indebolire la credibilità di una strategia che si racconta voglia essere di rilancio turistico per Vibo Marina.









