Un agente di Polizia Penitenziaria ha ricevuto un pugno in faccia da un detenuto, perdendo un dente
Una nuova aggressione avvenuta in un carcere calabrese, in particolare all’interno della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, dove, durante le consuete operazioni di chiusura serale, un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto, proprio quando era stato invitato a rientrare nella propria camera di pernottamento; a quel punto, il detenuto ha colpito il poliziotto con un pugno al volto facendogli cadere un dente.
A causa del trauma riportato, il personale medico ha riscontrato lesioni guaribili con una prognosi di 7 giorni. L’evento ha temporaneamente destabilizzato l’ordine e la sicurezza della struttura calabra, creando forti difficoltà nella gestione delle attività operative. La situazione è tornata alla normalità soltanto grazie all’intervento tempestivo degli altri agenti in servizio, che sono riusciti a evitare conseguenze peggiori e a ristabilire il controllo del reparto.
A denunciare l’accaduto sono stati Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone del Sappe, che hanno evidenziato il crescente numero di aggressioni ai danni degli agenti penitenziari in tutta Italia, aggravato da sovraffollamento e carenza di organico.
L’episodio ha sollevato l’immediata reazione anche del sindacato Uspp, che ha espresso “una ferma condanna per l’accaduto” e ha manifestato “piena solidarietà e auguri di pronta guarigione al collega ferito”. L’organizzazione sindacale ha evidenziato come il contesto operativo per il personale di custodia sia diventato ormai insostenibile, descrivendo lo scenario attuale come una situazione fuori controllo in cui gli operatori si trovano a lavorare in condizioni di rischio costante.
Entrambi i sindacati si sono rivolti direttamente alla direzione della casa circondariale per chiedere l’applicazione immediata di provvedimenti disciplinari e di sicurezza nei confronti del detenuto responsabile.
Inoltre hanno richiamato l’amministrazione centrale alla responsabilità di attuare riforme più ampie e strutturali sull’intero sistema penitenziario nazionale. L’ Uspp, in particolare, ha ribadito che “la tutela dell’incolumità degli operatori non è negoziabile, esigendo risposte concrete e tempestive per garantire l’incolumità di chi lavora nelle carceri”.
Mentre per il Sappe sarebbe necessario rafforzare il personale con almeno cento nuove unità, infatti nel carcere di Catanzaro, spiegano i sindacalisti, sono presenti circa 800 detenuti, tra cui numerosi con problematiche psichiatriche.









