Il convegno è stato caratterizzato da una forte partecipazione degli studenti, che hanno posto numerose domande ai relatori, dimostrando interesse e consapevolezza
Unire il filo della sostenibilità ambientale a quello del riscatto umano per tessere un futuro più giusto. È questa la sfida lanciata da “Moda sostenibile e reinserimento sociale”, due tematiche cruciali e ancora troppo spesso sottovalutate nel dibattito pubblico, che sono state al centro del webinar promosso dal Leo Club Vibo Valentia e dal Leo Club Nola “Giordano Bruno”. L’evento ha voluto accendere i riflettori sull’urgenza di ripensare l’industria del fashion alla luce dell’etica e della solidarietà. Attraverso il racconto di esperienze concrete, l’incontro ha dimostrato come la tutela del pianeta e la valorizzazione della dignità umana possano viaggiare sullo stesso binario, offrendo alle nuove generazioni risposte concrete e modelli innovativi per affrontare le grandi sfide globali del nostro tempo.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione significativa, con oltre 150 studenti collegati da remoto, un dato rilevante considerando lo svolgimento nel pomeriggio di un giorno feriale. Hanno preso parte gli studenti dell’ITE – Istituto Tecnico Economico “G. Galilei” di Vibo Valentia, dell’Istituto Superiore Masullo-Theti e del Liceo Giosuè Carducci di Nola, che hanno seguito con attenzione gli interventi e partecipato attivamente al dibattito.
Protagonista centrale del convegno è stata Palingen, realtà impegnata nello sviluppo di un modello produttivo basato sui principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. L’azienda si occupa del recupero di materiali tessili destinati sullo scarto, trasformandoli in nuovi capi e accessori attraverso processi di upcycling, contribuendo così alla riduzione dell’impatto ambientale del settore moda e alla valorizzazione delle risorse esistenti.
Accanto alla dimensione ambientale, Palingen sviluppa anche un importante progetto di inclusione sociale e reinserimento lavorativo, attraverso percorsi formativi e professionali rivolti a persone in condizioni di fragilità, anche mediante collaborazioni con la casa circondariale femminile di Pozzuoli. In questo contesto, il lavoro diventa uno strumento concreto di riscatto e reintegrazione sociale. L’esperienza della sartoria sociale dimostra concretamente come il lavoro in carcere non debba essere inteso come una mera occupazione del tempo o, peggio, come una punizione accessoria, bensì come il fulcro stesso della rieducazione del condannato. Attraverso l’apprendimento di un mestiere artigianale, le detenute non solo acquisiscono competenze spendibili sul mercato, ma riassaporano il valore della dignità personale, della responsabilità e della cooperazione. È la dimostrazione che l’art. 27 della nostra Costituzione può diventare realtà: la pena cessa di essere solo una sanzione e si trasforma in un’opportunità di rinascita.

Nel corso dell’incontro, Palingen ha saputo trasmettere con grande forza un messaggio fondamentale: questo percorso di riscatto è molto meno banale e immediato di quanto possa apparire superficialmente. Dietro ogni storia di reinserimento c’è un profondo lavoro di ricostruzione personale e identitaria, restituendo una cruciale centralità e importanza all’acquisizione di una reale indipendenza e fiducia nelle proprie capacità.
Il convegno è stato coordinato da Chiara D’Elia, del Leo Club Vibo Valentia, supportata da Felice De Masi, del Leo Club Nola Giordano Bruno, che ha contribuito all’organizzazione e alla gestione dei contenuti.
Ad aprire i lavori sono stati Emanuela Russo, Presidente del Leo Club Nola Giordano Bruno, e Matteo Riga, Vicepresidente del Leo Club Vibo Valentia, che hanno sottolineato l’importanza della sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi della sostenibilità ambientale e del consumo responsabile, evidenziando al contempo l’occasione unica per i ragazzi di potersi confrontare direttamente con un’azienda così fortemente innovativa e pionieristica nel settore.
Apprezzato anche l’intervento di Matteo Siculo, fashion designer e proprietario dell’Atelier Siculo, che ha offerto una riflessione sul ruolo della creatività nella moda contemporanea e sulla possibilità di coniugare estetica, innovazione e sostenibilità attraverso il lavoro nel settore fashion.
L’iniziativa nasce da un’idea del Presidente del Leo Club di Vibo Valentia e Coordinatore Area Ambiente del Distretto Leo 108YA Domenico Deodato, in condivisione con la Presidente del Leo Club Nola “Giordano Bruno” Emanuela Russo, a seguito del gemellaggio rinnovato tra i due club lo scorso 29 novembre durante la distrettuale di Battipaglia.
Il convegno è stato caratterizzato da una forte partecipazione degli studenti, che hanno posto numerose domande ai relatori, dimostrando interesse e consapevolezza verso le tematiche affrontate, in particolare l’impatto ambientale della fast fashion e le possibili alternative sostenibili. L’incontro si è concluso con i ringraziamenti da parte delle scuole e dei partecipanti che hanno dimostrato di avere apprezzato le tematiche affrontate e aver acquisito una maggiore consapevolezza delle stesse.









