Presentati in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, i dati dalla sesta edizione dei tre indici generazionali del Sole 24 Ore
Qualità della vita per bambini, giovani e anziani, sono usciti i dati della sesta edizione dei tre indici generazionali del Sole 24 Ore che analizzano gli indicatori territoriali aggiornati che premiano le province con il miglior contesto di vita per le fasce di età.

Il sud sta meglio per quanto riguarda le relazioni sociali, l’apporto familiare e tutti quei fattori che attengono al rapporto tra le persone, ma soccombono in moltissimi casi per quanto riguarda i servizi, efficienti e presenti al nord, dove la situazione socio-economica, la capillarità dei servizi, le opportunità lavorative e di studio compensano ogni altro dato.
QUALITA’ DELLA VITA BAMBINI





Quest’anno sono 60 gli indicatori (20 per fascia di età, nel 2025 erano 15) che aggregano i dati delle statistiche, fornite da fonti certificate, misurano la situazione socio-economica, la capillarità dei servizi, le opportunità lavorative e di studio, nonché le “risposte” dei territori alle esigenze specifiche di questi tre target generazionali, considerati strategici per un Paese in grave crisi demografica.
Trieste svetta nella graduatoria sulla Qualità della vita degli over 65, seguita da Trento e Milano. Bolzano si trova in testa nell’indice che fotografa le opportunità offerte dai territori ai residenti tra 18 e 35 anni, inseguita da Trento e Gorizia. Infine, Firenze, Milano e Aosta occupano il podio della graduatoria che misura il benessere dei bambini.
Quasi sempre il Sud si trova in coda alla classifica, infatti, le ultime 20 posizioni dei tre indici sono occupate in gran parte da province meridionali (18 su 20 nei bambini, 13 su 20 negli anziani e 18 su 20 nei giovani).
QUALITA’ DELLA VITA GIOVANI





Le tre classifiche in sintesi
Strutture e servizi trainano Firenze in testa nella qualità della vita dei bambini, mentre nella top ten figurano molti capoluoghi di regione, tra cui Trieste (4ª), Cagliari (7ª), Genova (8ª) e Ancona (9ª). Bene anche diverse grandi aree metropolitane come Bologna (16ª), Torino (22ª), Roma (33ª) e Bari (45ª), spinte dal nuovo indicatore sui servizi per l’infanzia raggiungibili a piedi in 15 minuti. Il Mezzogiorno si distingue per fertilità, età media al parto, spazio abitativo e reti familiari, ma resta in difficoltà sulle competenze scolastiche, dove primeggia Sondrio. Fanno eccezione positive Cagliari e L’Aquila.
Il Nord-Est domina la classifica degli over 65: Trieste è prima grazie a risultati equilibrati, mentre Trento, seconda, primeggia per speranza di vita, assistenza domiciliare e partecipazione civile. Spiccano però anche Milano (3ª) e Roma (4ª), favorite da pensioni più alte e servizi facilmente raggiungibili a piedi. Bari e Napoli emergono per commercio e servizi di prossimità. Tra gli altri dati, Como eccelle per orti urbani e Foggia per presenza di infermieri. Nel Sud si distingue la Puglia, con cinque province nella parte alta della graduatoria, mentre la Calabria occupa il fondo: ultima Vibo Valentia.





L’indice 2026 della qualità della vita dei giovani incorona Bolzano, seguita da territori del Nord-Est che dominano la graduatoria: tutte le prime 20 province sono settentrionali, mentre 18 delle ultime 20 appartengono al Mezzogiorno. Il Sud soffre soprattutto per disoccupazione e bassi livelli di istruzione, pur distinguendosi nell’imprenditoria giovanile e nella percezione di sicurezza. Bolzano eccelle per istruzione, matrimoni e bassa disoccupazione; Trento per livello di studio e pochi Neet. Tra le grandi città spicca Bologna (7ª), mentre Milano (50ª) e Roma (83ª) sono penalizzate da affitti elevati e difficoltà di autonomia economica, pur ottenendo buoni risultati nei servizi per il tempo libero raggiungibili a piedi (Fonte Sole 24 Ore).









