Il progetto ha portato nelle scuole del territorio il valore della prevenzione, della responsabilità e della cultura del lavoro sicuro
Si è concluso al Liceo Scientifico “G. Berto” il progetto promosso da ANCE Vibo Valentia: cinque giornate formative con Vigili del Fuoco, Forze di Polizia, Protezione Civile e psicologi delle emergenze per trasformare il cordoglio in responsabilità e consapevolezza e avvicinare gli studenti alla cultura della sicurezza e della prevenzione.
Un percorso pensato non come semplice attività informativa, ma come esperienza educativa capace di parlare ai giovani attraverso situazioni concrete, esempi reali, simulazioni e testimonianze. L’obiettivo è stato quello di contribuire a formare nei ragazzi una vera e propria competenza di vita, utile nelle scelte quotidiane, nei contesti di rischio e in tutte quelle situazioni in cui consapevolezza, lucidità e capacità di intervenire possono fare la differenza.
Il progetto, nato anche dalla riflessione seguita alla tragedia di Crans-Montana, ha voluto trasformare il dolore in cultura della prevenzione, accompagnando gli studenti in un percorso di responsabilità individuale e collettiva. Una cultura integrata della sicurezza nella quale i ragazzi non siano spettatori passivi, ma protagonisti consapevoli della tutela della propria incolumità e di quella degli altri.
L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione attiva di istituzioni, enti e professionalità che operano quotidianamente a presidio della sicurezza, della legalità, del soccorso e della tutela della persona: la Questura di Vibo Valentia, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile – Associazione Augustus, il SIPEM Calabria – Società Italiana Psicologi per le Emergenze e, quale prima scuola partner del progetto, il Liceo Scientifico “G. Berto” di Vibo Valentia.
La dirigente del Liceo scientifico “G. Berto”, Licia Bevilacqua ha definito l’iniziativa «un progetto speciale» perché «ribalta il paradigma tradizionale della formazione sulla sicurezza: non si parte dalla teoria per arrivare alla pratica, ma da situazioni concrete che aiutano gli studenti a sviluppare consapevolezza e capacità decisionali». Si tratta di un progetto di educazione civica unico che ha arricchito l’offerta formativa sulla sicurezza andando oltre le proposte di base.



Il percorso si è articolato in cinque giornate formative, durante le quali gli studenti sono stati coinvolti in modo diretto e partecipato: in aula non sono arrivate soltanto regole, procedure e indicazioni tecniche, ma esperienze, casi reali, simulazioni decisionali, prove pratiche e momenti di confronto guidato.
I primi due moduli sono stati curati dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Partendo anche dalle immagini del tragico rogo di Capodanno, il responsabile dei Vigili del Fuoco, Domenico Ferito ha condotto una lezione centrata sui comportamenti da adottare in caso di emergenza. Gli studenti sono stati accompagnati a riflettere su cosa fare se si verifica un incendio, se c’è fumo in una stanza, se ci si trova in un locale pubblico o se prendono fuoco i propri vestiti o quelli di un’altra persona.
Ampio spazio è stato dedicato al rischio incendio negli ambienti quotidiani — casa, scuola, spazi pubblici e luoghi di aggregazione — ma anche alla prevenzione di base in caso di terremoti, alluvioni ed emergenze più in generale. Centrale il richiamo ai comportamenti salvavita, alle azioni da non compiere mai, all’utilizzo degli estintori, all’individuazione delle vie di fuga e alla capacità di leggere correttamente l’ambiente circostante.
Il terzo modulo ha visto l’intervento del Dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Vibo Valentia, Domenico Lanzaro che ha evidenziato l’importanza dei concetti di legalità, responsabilità civile individuale e collettiva e il ruolo delle istituzioni nella prevenzione, la cultura del rispetto delle regole intese non come limite, ma come strumento di protezione e prevenzione, perché la sicurezza dipende dall’agire di ciascuno e la tutela della vita va intesa come valore primario e non negoziabile.
I funzionari della Polizia Stradale, l’Ispettore Marco Costantino e l’Assistente Capo Coordinatore Giuseppe De Socio, hanno approfondito poi la sicurezza stradale, i temi della mobilità giovanile, del rientro sicuro dopo una festa, della guida notturna, delle distrazioni, dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, con una dimostrazione pratica sull’utilizzo dell’etilometro. I funzionari della Polizia Postale, il Vice Ispettore Tecnico Alessandro Greco e il Vice Sovraintendente Domenico Mallemace hanno trattato il tema della sicurezza digitale e reputazionale, soffermandosi sui rischi legati all’utilizzo dei social network, alle challenge virali, al cyberbullismo e alle conseguenze che comportamenti apparentemente leggeri possono produrre sulla vita personale, relazionale e futura dei ragazzi.
Il quarto appuntamento è stato curato dall’Associazione Augustus di Vibo Valentia, con l’intervento del Presidente Nicola Maria Nocera che ha guidato gli studenti in una lezione di educazione al soccorso fondata su un messaggio semplice: un gesto imparato oggi può diventare una vita salvata domani. I ragazzi sono stati coinvolti nelle manovre BLS, nella disostruzione delle vie aeree e nell’utilizzo di strumenti e apparecchiature salvavita, comprendendo il valore dell’intervento tempestivo e della presenza responsabile nei momenti di emergenza. Formare i giovani al primo soccorso significa, infatti, costruire una comunità più sicura, più consapevole e più umana, insegnando il valore dell’esserci quando conta davvero.


L’ultimo appuntamento è stato affidato ai professionisti psicologi delle emergenze del SIPEM Calabria. Federica Ciccia con un approfondimento dedicato all’impatto emotivo dei traumi e alla promozione del benessere giovanile, ha toccato temi di grande rilievo educativo: la fragilità della vita, la leggerezza dell’età adolescenziale, il mito dell’invincibilità giovanile, la distanza tra percezione e realtà, la responsabilità individuale e del gruppo, la chiusura emotiva, il momento della scelta, la resilienza e la forza di rialzarsi dopo la tempesta.
In tutte le giornate gli studenti del Liceo Scientifico “G. Berto” sono stati coinvolti attivamente attraverso dimostrazioni pratiche, video, storytelling, analisi di casi concreti, simulazioni decisionali, dibattiti guidati, questionari interattivi, utilizzo di strumenti salvavita e manovre di primo soccorso. Un percorso che ha consentito di affrontare la sicurezza come esperienza reale, vicina alla quotidianità dei ragazzi e capace di parlare il loro linguaggio.
Con “COSTRUIAMO ANChE SICUREZZA”, l’ANCE Vibo Valentia ha voluto rafforzare il legame tra sistema imprenditoriale, scuola e territorio, nella convinzione che la cultura della sicurezza debba partire proprio dalle nuove generazioni. Parlare ai ragazzi di prevenzione, legalità, rispetto delle regole, attenzione alla persona e responsabilità significa contribuire alla crescita di cittadini più consapevoli, preparati e capaci di affrontare il rischio con lucidità.
Il presidente dell’ANCE Vibo Valentia Domenico Ceravolo ha espresso piena soddisfazione per la partecipazione registrata e ha rivolto un ringraziamento alla dirigente scolastica, ai docenti, agli studenti del Liceo Scientifico “G. Berto”, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, alla Questura di Vibo Valentia, alla Polizia Stradale, alla Polizia Postale, all’Associazione Augustus Vibo Valentia, al Sipem Calabria e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del percorso.
«La chiusura di “COSTRUIAMO ANChE SICUREZZA” non rappresenta un punto di arrivo — ha affermato il presidente di ANCE Vibo Valentia, Domenico Ceravolo — ma l’avvio di un impegno che ANCE Vibo Valentia intende continuare a promuovere nelle scuole e nel territorio. Perché “costruire sicurezza” significa costruire futuro, responsabilità, fiducia e comunità».








