Immobili, quote societarie e attività commerciali sotto sigillo nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza su presunte frodi per l’accesso a finanziamenti e contributi pubblici.
Nuovo colpo della Guardia di Finanza contro i patrimoni ritenuti frutto di illeciti legati alla gestione di fondi pubblici. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di 11 persone, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica che punta a fare luce su un articolato sistema di frode finalizzato all’ottenimento indebito di finanziamenti pubblici.
Il provvedimento ha interessato beni per un valore complessivo superiore a 1,6 milioni di euro tra immobili, disponibilità finanziarie, quote societarie e attività commerciali riconducibili agli indagati. Secondo gli investigatori, le somme oggetto di sequestro rappresenterebbero il profitto di condotte fraudolente messe in atto attraverso la presentazione di documentazione ritenuta falsa o alterata per accedere a contributi e agevolazioni economiche destinati al sostegno delle imprese.
L’attività investigativa, sviluppata attraverso accertamenti bancari, patrimoniali e societari, avrebbe consentito di ricostruire i flussi finanziari e individuare il percorso seguito dal denaro, successivamente reinvestito nell’acquisto di beni immobili e in iniziative imprenditoriali.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2015 e il 2024 gli indagati si sarebbero appropriati di somme sottratte al Comune di Vazzano. L’attività investigativa prende avvio da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione dei Carabinieri da alcuni amministratori dell’ente.
Figura centrale dell’inchiesta è l’ex responsabile dell’area Affari generali dell’ente pubblico, in pensione dal gennaio 2022 e successivamente collaboratore della stessa area fino all’ottobre 2024. In ragione dell’incarico ricoperto, avrebbe gestito direttamente i pagamenti dell’ente, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento.
Secondo gli investigatori, negli anni sarebbe stato di fatto l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili. L’indagato avrebbe proceduto alla distrazione delle risorse dell’ente attraverso la liquidazione di falsi mandati di pagamento in favore di terzi, tra professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni, privi di qualsiasi titolo creditorio e in assenza di documentazione giustificativa. In alcuni casi, secondo quanto ricostruito, il denaro sarebbe confluito direttamente nella disponibilità del principale indagato e i soggetti terzi sono risultati estranei all’indagine.
Il sequestro rappresenta una misura cautelare finalizzata a impedire la dispersione del patrimonio in attesa degli sviluppi processuali.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto alle frodi sui finanziamenti pubblici e alla tutela delle risorse destinate allo sviluppo economico del territorio, un settore sul quale negli ultimi anni si è intensificata l’azione delle Procure e delle Fiamme Gialle.Titolo:Sottotitolo









