È stato inaugurato un modo nuovo di raccontare la Calabria. Il “Riconoscimento Trame di Donna” è stato conferito a Regina Schrecker, madrina dell’evento
Ci sono opere che nascono per essere osservate. Altre per essere attraversate.
Il Museo a cielo aperto – Calabria al femminile, inaugurato a Zambrone appartiene a questa seconda categoria.
Non un semplice spazio espositivo, ma un luogo della memoria restituito alla vita quotidiana della comunità. Un luogo dove l’arte incontra la storia e dove la storia assume il volto di ventitré donne che, in epoche e contesti diversi, hanno contribuito a costruire l’identità della Calabria.
Diciotto opere scultoree raccontano oggi un patrimonio di esperienze umane, culturali, spirituali e civili che rischiava di rimanere disperso tra le pieghe del tempo. Da oggi quelle storie abitano uno spazio pubblico, aperto, accessibile, destinato ad accompagnare la vita del paese e dei suoi visitatori.
L’inaugurazione ha registrato una partecipazione ampia e sentita ed è stata accompagnata dalla benedizione di don Nicola Berardi, vicario zonale della Vicaria di Tropea.
Significativa è stata la presenza del Prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, che con la sua partecipazione e le sue riflessioni ha conferito ulteriore prestigio istituzionale all’iniziativa.
Di particolare spessore culturale l’intervento della scrittrice Bianca Tragni, che ha offerto una lettura intensa del ruolo delle donne nella storia e nella costruzione dell’identità dei territori.



Altrettanto importante la presenza dei numerosi Sindaci provenienti da tutte le province della Calabria: Amantea, Bagnara, Dipignano, Locri, Mileto, Reggio Calabria, San Sostene, Sellia Marina, Sersale, Tropea, Zagarise, intervenuti in rappresentanza delle comunità che hanno dato i natali alle donne immortalate nel Museo. Una partecipazione che ha assunto un forte valore simbolico, trasformando l’inaugurazione in un ideale abbraccio tra territori diversi, uniti da una memoria comune e da una condivisa appartenenza alla storia della Calabria.
Presente anche una rappresentanza del Comando Provinciale e della Stazione dei Carabinieri di Zungri diretta dal comandante Francesco Casile.
Presenti anche gli amministratori comunali di Zambrone, che hanno accompagnato e sostenuto il percorso che ha condotto alla realizzazione del Museo, grazie all’impegno dello scultore Antonio La Gamba, che ha saputo trasformare un’idea in materia, dando forma a un racconto collettivo destinato a rimanere nel tempo.
La rassegna “Trame di Donna – Incontri con la Calabria al femminile”, dedicata nella sua prima edizione a Gianna Maria Canale, ha accompagnato l’inaugurazione del Museo attraverso momenti di approfondimento culturale, musica, poesia e teatro, offrendo ulteriori occasioni di riflessione sul ruolo delle donne nella costruzione della nostra identità collettiva.
Il “Riconoscimento Trame di Donna” è stato conferito a Regina Schrecker, madrina dell’evento e figura di rilievo internazionale nel mondo della moda e della creatività; a Caterina Muggeri, per il lungo e generoso impegno svolto nella Croce Rossa Italiana; e a Caterina Contartese, Sindaco di Rombiolo, la più giovane prima cittadina della provincia di Vibo Valentia e significativa espressione di una nuova generazione di donne impegnate nelle istituzioni.
A fare da cornice all’anfiteatro i lavori degli allievi di molte scuole che hanno partecipato al concorso ideato da Regina Schrecker con la collaborazione della Società Dante Alighieri Comitato di Tropea.
Particolarmente apprezzato il concerto offerto dal Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, reso possibile dalla sensibilità del Direttore Francescoantonio Pollice e dalla qualità artistica dei musicisti intervenuti.
Molto applaudita anche l’esibizione di Mariachiara Carrozzo, giovane vocalist zambronese.
Coinvolgente e ricca di entusiasmo la partecipazione degli studenti del Liceo Statale “V. Capialbi”, accompagnati dai docenti e sostenuti dalla disponibilità del Dirigente scolastico Antonello Scalamandrè, che hanno impreziosito la seconda serata con un repertorio musicale particolarmente apprezzato dal pubblico.
Emozionanti i momenti teatrali dedicati a Gianna Maria Canale e alle figure femminili del Museo, curati dall’Associazione Rinascimento Poetico, presieduta da Elena Solano, in collaborazione con l’Associazione Onde Mediterranee presieduta da Pasquale De Luca.
Dolores Mazzeo e Gianni Colarusso, insieme ai poeti e alle voci recitanti coinvolti nel progetto, hanno saputo dare anima e voce alle protagoniste del Museo, trasformando la memoria in racconto e il racconto in emozione condivisa.
Nel corso della rappresentazione è stata inoltre presentata l’opera artistica realizzata da Lilla Calello su un’idea di Antonella Barletta, un originale quadro in tela composto a mosaico dedicato all’universo femminile e alla memoria delle donne celebrate nel Museo.
Ma ciò che resta, oltre gli eventi e oltre le giornate celebrative, è soprattutto il Museo.
Resta una piazza che oggi racconta una storia. Resta un luogo che invita a fermarsi, osservare e ricordare. Resta la consapevolezza che la memoria non appartiene al passato, ma continua a vivere ogni volta che una comunità sceglie di riconoscersi nelle proprie radici.
Da oggi, nel cuore di Zambrone, ventitré donne continuano a parlare. E lo fanno attraverso il linguaggio più difficile da ignorare: quello della bellezza.











