Nella classifica pubblicata questo mese si attesta al 58° posto mondiale e al 6° a livello nazionale
Nel 1940, il maestro pasticciere Dante Veronelli rileva dal napitino Pasquale Jennarelli nel centro di Pizzo il Gran Bar Excelsior, che in seguito cambierà il nome in Gelateria Dante proprio in onore al suo primo proprietario. Per proseguire l’attività imprenditoriale si avvale della collaborazione di un giovane pasticciere di Messina, Giuseppe De Maria, al secolo “Don Pippo” che ne diventa socio. Alla morte di Veronelli, don Pippo rimane l’unico proprietario dell’esercizio. Qui nel 1952 circa per puro caso, avendo esaurito gli stampi e le forme per confezionare il gelato sfuso per rifornire gli invitati di un matrimonio, sovrappose nell’incavo della mano una porzione di gelato alla nocciola ad uno strato di gelato al cioccolato, inserì quindi all’interno del cioccolato fuso ed avvolse il tutto in un foglio di carta alimentare da zucchero dandole una forma tondeggiante mettendo poi il tutto a raffreddare. Così è nato il famosissimo Tartufo di Pizzo, il gelato che ora è considerato tra i migliori 100 dessert al mondo.

Il gelato è apparso nella recente graduatoria dei migliori Frozen Desserts del mondo pubblicata da TasteAtlas nel giugno 2026: in base a 97.422 valutazioni valide per 2.274 dessert presenti nel database, il tartufo di Pizzo si colloca al 58° posto mondiale e al 6° posto nella classifica dei migliori dessert italiani. Un bel successo per un prodotto che non gode, ancora purtroppo, di nessun riconoscimento con Marchio di Tutela UE, ma fa parte solamente dell’elenco dei P.A.T. redatto annualmente dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
In ogni caso la fama del prodotto è tale da aver favorito la nascita di molte imitazioni e numerose varianti, con ingredienti come pistacchio, mandorle, noci e amarene, pur mantenendo intatta l’identità della ricetta originale.









