Un libro sull’alleanza tra scienza e giustizia, mercoledì 22 luglio appuntamento all’ex Tonnara di Bivona. Tutelare il mare significa tutelare territori, salute ed economia
Il mare non comincia sulla battigia e non si difende soltanto nei mesi estivi. Comincia dall’entroterra, dalla manutenzione dei depuratori e poi nei fiumi e, persino, nei sottoservizi di borghi e città e poi, ancora, dalle omissioni, dai controlli, dalla capacità delle istituzioni di leggere i segnali dell’ambiente e trasformarli in responsabilità. Insomma, il mare parte dalle scelte quotidiane che ogni cittadino sceglie di compiere e di cui è responsabile.
Sta qui il messaggi, de Il mare d’inverno – Dialogo tra un magistrato e un biologo marino sui crimini ambientali, scritto a due mani, da Camillo Falvo, Procuratore della Repubblica di Potenza, già a capo della Procura di Vibo Valentia, e da Silvio Greco, Ordinario di Ecologia c/o l’UNISG di Pollenzo, già direttore della SZN Anton Dohrn di Amendolara, che l’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria intende lanciare ospitando, il prossimo mercoledì 22 luglio, alle ore 18.30, nella sede operativa dell’Ente, all’ex Tonnara di Bivona, la presentazione del volume, con l’intervento dei due autori.

Per l’Ente per i Parchi Marini Regionali, la presentazione del libro assume un valore che va oltre il momento culturale. Il lavoro che viene illustrato nel libro, infatti, può contribuire a migliorare la sensibilizzazione dei cittadini e la consapevolezza sugli impatti che i c.d. reati ambientali hanno sulla collettività, per le gravi ripercussioni sull’ambiente, sull’economia locale e sulla stessa salute delle persone. Un mare degradato, danneggiando l’efficienza degli ecosistemi, compromette la qualità della vita delle persone, esponendo le comunità a significativi rischi che, complessivamente, compromettono il futuro dei territori.
Il volume racconta una storia concreta di collaborazione tra magistratura, forze dell’ordine e ricerca scientifica, nella difesa del mare e dei beni comuni. Al centro c’è l’esperienza investigativa, avviata nel 2021 dalla Procura di Vibo Valentia, allora guidata da Camillo Falvo, davanti alle gravi criticità ambientali del mare e alle ricadute negative su turismo, salute, qualità della vita e reputazione dei territori. Una vicenda nella quale il contributo scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn ha rappresentato un assist decisivo per leggere, dimostrare e contrastare fenomeni di devastazione ambientale.









