E con la Lega Navale, Mavisu diventa anche un’esperienza educativa
La Calabria è una terra straordinaria che deve valorizzare la sua identità senza inseguire chimere e senza copiare altri modelli. (Davide Besana, fumettista e autore di Salpiamo).
L’approdo di MAVISU è la risposta istituzionale di una Calabria che reagisce alla strage di Cutro. I Parchi Marini regionali hanno preso una barca, già utilizzata per il traffico di esseri umani, rendendola una barca di legalità e di educazione, una barca che insegna ai bambini come si sta insieme, cosa si fa per l’ambiente, che si può costruire un futuro migliore tutti insieme. (Rocco Deodato, segretario regionale UNPLI Calabria).
Diversificare resta la parola chiave del lavoro messo in campo dal Presidente Occhiuto e che incrocia finalmente un target di visitatori internazionali più esigente, che viene da Paesi che apprezzano molto la nostra dotazione identitaria e naturale; un trend importantissimo, confermato dai numeri diffusi dal Viminale nelle scorse settimane, con la Calabria prima regione d’Italia (+10,54%) per crescita degli arrivi turistici nel primo semestre, numeri realizzati quindi prima della stagione estiva e dunque sganciati dal turismo balneare. (Raffaele Greco, direttore EPMR).

Sono, stati questi, i passaggi e messaggi forse più forti emersi nel corso del talk, alla terza tappa di Mare Dentro a Locri nei giorni scorsi e che diventano il testimone raccolto con l’approdo ufficiale di Mavisu a Reggio Calabria, con la sua sosta ai pontili galleggianti della Lega Navale, fino al talk in Piazza Castello preceduto nella stessa piazza dal brindisi e seguito da show cooking e musica del Conservatorio di Vibo Valentia.
Dopo Crotone, Catanzaro e Locri, il viaggio-evento promosso dall’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria, diretto da Raffaele Greco, è approdato nello Stretto con un messaggio che si rafforza tappa dopo tappa: le aree protette non sono vincoli da subire, ma infrastrutture verdi e blu da raccontare, organizzare e rendere fruibili.
La tappa reggina è stata anticipata da un’esperienza a bordo di MAVISU con i minori seguiti dall’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni e dalla Comunità Ministeriale di Reggio Calabria insieme allo skipper Michele Albanese, socio della Lega Navale Italiana – Sezione di Reggio Calabria, e all’aiuto skipper Leopoldo Longo. Un momento che conferma la vocazione sociale del progetto: trasformare una barca confiscata ai trafficanti di esseri umani in spazio educativo, inclusivo e restituito alla collettività










