L’intervento ha consentito di rimuovere materiali altamente inquinanti abbandonati sul fondo del mare, come copertoni d’auto e rifiuti di plastica
La parte più silenziosa dell’inquinamento marino resta spesso sotto la superficie, sui fondali, dove si deposita oltre il 70% dei rifiuti. È da questa consapevolezza che è partito l’intervento di pulizia dei fondali marini che l’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria ha realizzato insieme all’Amministrazione comunale di Pizzo Calabro, alle associazioni del territorio e con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, nei fondali antistanti il porticciolo.

L’iniziativa conferma l’impegno dell’EPMR, guidato dal direttore generale Raffaele Greco, nel costruire sui territori una rete stabile di collaborazione con Comuni, associazioni, operatori del mare e realtà locali. A Pizzo Calabro l’intervento ha visto il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Sergio Pititto, del Circolo Velico Santa Venere, e dell’associazione Difendiamo il Mare, e degli esperti subacquei di Scuba World. Una vera e propria squadra per mettere insieme istituzioni, competenze, volontariato e presidio del territorio, nella consapevolezza che la tutela del mare funziona solo quando diventa responsabilità condivisa.


E l’attività di rimozione dei rifiuti marini dai fondali ha dato i suoi significativi risultati
L’intervento, nato dalla proficua collaborazione con la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, è stato possibile grazie al supporto tecnico-operativo dei sommozzatori di Scuba World e con l’appoggio di un gommone a chiglia rigida di proprietà dell’Ente Parchi Marini.


La pulizia dei fondali di Pizzo non è stata soltanto un’azione ambientale puntuale. È stato un messaggio rivolto all’intera costa calabrese: la tutela del mare non può fermarsi alla battigia, alle spiagge o alla superficie visibile. Deve arrivare dove l’inquinamento si accumula più in silenzio, tra fondali, habitat marini, biodiversità sommersa e aree di fruizione quotidiana.
L’area interessata da questa attività rientra nel Parco Marino Regionale Fondali di Capocozzo – S. Irene – Vibo Marina – Pizzo Calabro – Capo Vaticano – Tropea, uno dei tratti più rappresentativi e delicati del patrimonio marino-costiero calabrese.











