I provvedimenti sono stati emessi dalla procura di Castrovillari e li stanno eseguendo ora a Cassano allo Jonio
La strage dei quattro braccianti arsi vivi il 4 giugno ad Amendolara ha acceso i riflettori, se ancora ce ne era bisogno, sul deprecabile fenomeno del caporalato in Calabria.
Da allora molte procure soprattutto del cosentino, hanno intensificato la sorveglianza sull’osservanza delle leggi proprio in materia di lavoro nero o illegale, per evitare che episodi come quello di Amendolara possano ripetersi.
E proprio oggi, la Procura di Castrovillari ha emesso 11 ordinanze di custodia cautelare quali conseguenze di una vasta operazione anticaporalato a Cassano allo Ionio e nell’intera Sibaritide, che si inserisce nel contrasto al fenomeno del caporalato, una delle principali forme di sfruttamento nel mondo del lavoro, e interessa un’area nella quale il settore agricolo rappresenta una componente rilevante del tessuto economico e produttivo.
“La lotta al caporalato – fanno sapere dalla procura – punta a tutelare la dignità dei lavoratori e il rispetto delle regole nel mercato del lavoro. Attraverso le attività investigative e gli interventi giudiziari, le istituzioni mirano a individuare e contrastare eventuali meccanismi di sfruttamento e intermediazione illecita. L’operazione in corso a Cassano conferma l’attenzione delle autorità verso un fenomeno che continua a rappresentare una criticità sul piano sociale ed economico. Ulteriori dettagli sull’operazione potranno emergere nelle prossime ore attraverso gli sviluppi dell’attività in corso”.










