Associazioni e volontariato fanno fronte comune per chiedere interventi: una mobilitazione trasversale che chiede risposte a Ministero, Regione, Provincia, Prefettura, Comuni e Anas
C’è una strada che, prima ancora di essere asfaltata, dovrebbe essere considerata per quello che è: una questione di sicurezza e di responsabilità pubblica.
È questo il senso della petizione promossa dal “Comitato pro rotatoria incrocio ex SS522-SP95-Comunale Paradisoni-punta. Safò-Punta Scrugli” e dal Forum del Terzo Settore di Vibo Valentia per chiedere interventi sulla SP 95, ex SS 522, una arteria che interessa un territorio attraversato quotidianamente da residenti, lavoratori, turisti e mezzi di soccorso. La petizione è stata sottoscritta, insieme al Forum, da una rete significativa di realtà associative: il Comitato Pro Rotatoria, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, AIDO Briatico, la Croce Rossa Italiana dei Comitati Costa degli Dei e Vibo Valentia, Augustus Prociv-VV e Gruppo Rinascita per Zambrone. Una pluralità di soggetti diversi per storia, finalità e attività, ma accomunati da una stessa preoccupazione: quella di rendere più sicuro un tratto viario che interessa direttamente una parte importante del territorio vibonese.
È proprio questa trasversalità a dare alla richiesta un peso particolare. Perché quando a chiedere maggiore sicurezza sono contemporaneamente volontariato, protezione civile, associazioni impegnate nella tutela delle vittime della strada, realtà del dono e rappresentanze civiche del territorio, non si può liquidare la questione come una semplice rivendicazione locale.
Anche per questo merita attenzione e sostegno la petizione promossa dal Forum del Terzo Settore di Vibo Valentia per chiedere interventi su questa strada che rappresenta un collegamento importante per il territorio e che da tempo è al centro delle preoccupazioni di cittadini e associazioni.
L’obiettivo dichiarato dalla petizione è quello di portare la questione all’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Regione Calabria, della Provincia di Vibo Valentia, della Prefettura, dei Comuni interessati e dell’Anas, perché ciascun livello istituzionale possa assumersi, per quanto di competenza, la propria responsabilità.
Ed è proprio questo il punto.
Non servono altre promesse generiche. Servono attenzione, valutazioni tecniche, confronto tra gli enti e, soprattutto, tempi certi.
La sicurezza stradale non può diventare una priorità soltanto dopo che qualcosa è accaduto. Non dovrebbe essere necessario contare un incidente, una vittima o una famiglia distrutta per scoprire che una criticità era stata segnalata. La prevenzione ha senso soltanto se arriva prima.
Per questo la petizione merita di essere sostenuta. Non perché ogni richiesta proveniente dal territorio debba automaticamente trasformarsi in un’opera pubblica, ma perché ogni richiesta motivata di maggiore sicurezza deve essere ascoltata e verificata dalle istituzioni con la necessaria serietà.

E soprattutto perché, in una Calabria che troppo spesso si accorge dei problemi delle proprie strade soltanto quando diventano emergenze, una comunità che si mobilita per chiedere prevenzione sta facendo esattamente ciò che dovrebbe fare una comunità viva.
Adesso la parola passa alle istituzioni.
Non per promettere, ma per intervenire.









