È estremamente importante, da pionieri, questo Master che unisce sul piano epistemologico e della ricerca Facoltà Medicina, Istituto Criminologia e Ordine dei Medici unico in Italia
Riceviamo e pubblichiamo
di Saverio Fortunato*
La Criminologia ha un rapporto antico con la medicina. Già nell’Ottocento, con Cesare Lombroso, medico, antropologo e tra i padri della criminologia positivista, il comportamento criminale veniva studiato anche attraverso la ricerca di fattori biologici, psicologici e patologici. Quella impostazione ha dato origine alla Criminologia Clinica, ma oggi sappiamo che il crimine non può essere ricondotto semplicemente a una malattia (altrimenti la malattia sarebbe un crimine) o a una patologia individuale. Ed è proprio da qui che nasce una domanda molto più attuale: che cosa può fare oggi la medicina per comprendere e prevenire le nuove forme di rischio criminale e sociale?
La risposta non riguarda soltanto la cura. Pensiamo alle minacce ibride, alle guerre ibride, alla manipolazione delle informazioni, alla sicurezza sanitaria, alle emergenze biologiche e alle grandi crisi epidemiologiche. Di fronte a un’epidemia, per esempio, non è sufficiente chiedersi soltanto: come curiamo i malati? Una società deve chiedersi anche:
- Come ha avuto origine e sviluppo?
- Quali fattori ne hanno favorito la diffusione?
- Quali vulnerabilità hanno consentito che diventasse un’emergenza?
- Come possiamo riconoscere tempestivamente un nuovo rischio?
È qui che il confine tradizionale tra medicina, criminologia e intelligence diventa molto più sottile.
La medicina possiede strumenti straordinari per leggere fenomeni biologici, epidemiologici, comportamentali e ambientali. La criminologia può contribuire alla comprensione delle condotte, dei fattori di rischio convenzionali e ibridi e delle dinamiche criminali. L’intelligence aggiunge la capacità di raccogliere, collegare e interpretare informazioni per anticipare scenari e minacce. Non significa trasformare il medico in un investigatore.
Significa riconoscere che, in una società nella quale le minacce possono essere contemporaneamente sanitarie, criminali, tecnologiche, informative e geopolitiche, nessuna disciplina può più pretendere di comprendere tutto da sola. È questa la ragione per cui a Vibo Valentia nasce un percorso che mette insieme Criminologia, Medicina e Intelligence.
La Facoltà di Medicina dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e l’Istituto Criminologia.it di Vibo Valentia insieme all’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Vibo Valentia hanno sviluppato il Master universitario di primo livello in Criminologia e Intelligence in Medicina. Non è soltanto un nuovo percorso formativo. È una risposta a una trasformazione della realtà.
Perché la medicina del futuro non dovrà occuparsi soltanto di curare ciò che è già accaduto. Dovrà sempre più essere capace di leggere i segnali, individuare le vulnerabilità, comprendere le cause e contribuire alla prevenzione dei rischi.
E questa, forse, è una delle nuove frontiere della criminologia clinica. Non medicalizzare il crimine. Ma utilizzare il sapere medico per comprendere meglio il rischio. A Vibo Valentia questa frontiera comincia a diventare realtà.
*Rettore, Specialista in Criminologia Clinica










