Il primo giorno di scuola è ormai passato… rimangono interrogativi che forse questi giovani non comprenderanno
di Pierluigi Lo Gatto
Come abbiamo fatto?
Come abbiamo fatto, noi che al primo anno di liceo non siamo stati accompagnati fin dentro l’aula, come se nessun lupo mannaro fosse in agguato e nessuno stupratore aspettasse subdolo vicino ai bidelli (si chiamavano ancora così).
Come abbiamo fatto, noi che non abbiamo immortalato il primo giorno di scuola o la prima merenda del nuovo anno di studi neppure con una semplice foto, in mezzo alla strada con i genitori più adolescenti dei figli?
Come abbiamo fatto, noi che all’uscita di scuola riempivamo le strade e le piazze invece di rimanere appiccicati al cellulare senza scambiare una parola con i nuovi compagni?
Come abbiamo fatto, noi che temevamo i professori, ma ancor di più le punizioni e le botte (con strumenti vari) di mamma e papà?
Come abbiamo fatto a sopportare, senza chiamare il telefono azzurro, i nonni, la psicologa della scuola e neanche Goldrake, quando ci veniva imposto un divieto, sparato un no senza neanche una spiegazione, con addirittura l’obbligo di ritornare a piedi con sulle spalle uno zaino pesante più di 50 grammi?
Forse il Neanderthal era brutto e peloso, ma molto probabilmente più felice dell’odierno Sapiens.










