Il 15 e 16 ottobre Villa Klopè ospita due giornate costruite attorno a quattro assi permanenti: Terre che producono, Terre che accolgono, Terre che si raccontano, Terre che restano
Mancano poche settimane alla prima edizione del Festival Terre Vibonesi, la piattaforma di confronto e progettazione territoriale promossa dal GAL Terre Vibonesi nel suo decennale. Il 15 e 16 ottobre prossimi, a Villa Klopè, istituzioni, imprese, comunità, giovani e competenze nazionali si incontrano per trasformare esperienze e identità in una visione condivisa di futuro.
Il format supera volutamente la logica del convegno: quattro assi tematici generano quattro dialoghi guidati, i dialoghi confluiscono in quattro Cantieri di Futuro, i Cantieri producono una restituzione pubblica e un Documento di restituzione completo. Ogni Cantiere è chiamato a consegnare tre priorità, tre proposte e un’idea progettuale da approfondire.

Quattro i temi che disegnano l’intero perimetro della sfida vibonese.
Terre che producono affronta il nodo del valore: agricoltura, filiere, qualità certificata e innovazione, il terreno su cui si innestano il Marchio Territoriale Terre Vibonesi e la valorizzazione delle eccellenze locali, dalla nascente DOC Costa degli Dei alle denominazioni già riconosciute.
Terre che accolgono sposta lo sguardo dai luoghi alle esperienze, fra ruralità, borghi e nuove forme di turismo.
Terre che si raccontano mette a fuoco identità, cultura e reputazione, perché il modo in cui un’area viene narrata incide sul suo valore quanto i suoi prodotti.
Terre che restano, infine, riguarda la scelta più difficile — restare, tornare, scegliere — e per questo è affidato a un Cantiere partecipato in plenaria, aperto al pubblico.
La prima giornata è dedicata al bilancio del decennio e ai dialoghi tematici; la seconda al lavoro nei Cantieri, alla restituzione pubblica degli esiti e al lancio dell’edizione 2027.
«In dieci anni abbiamo imparato che ai territori non servono altre vetrine, ma luoghi dove si decide insieme. Il Festival nasce per questo: quattro temi, quattro tavoli di lavoro e un documento che resta agli atti», afferma il presidente del GAL Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo.









