Sono 3SPIRITS di Catanzaro, AMARO SANTANDER e CROWN di Reggio Calabria, INFUSI DI CALABRIA, MARCHIO, RUBINO, TASSONE e TORCHIA di Catanzaro, L’OTRE DI EOLO di Vibo Valentia, MATER CALABRIA e SEVERINI di Cosenza e MURGIA di Crotone.
Si è conclusa a Catanzaro la fase EXPO di CRISEAWARD 2.0, il progetto promosso da CRISEA – Centro di Ricerca e Servizi Avanzati per l’Innovazione Rurale e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il programma FRES 2, per valorizzare le eccellenze agroalimentari e nutraceutiche della Calabria
Per due giornate, il Complesso Monumentale San Giovanni ha ospitato imprese provenienti da tutte e cinque le province calabresi, riunendo ricerca, produzione, innovazione e promozione delle eccellenze agroalimentari, durante le quali c’è stato il primo momento pubblico di valutazione della seconda edizione di CRISEAWARD 2.0.
La giuria ha incontrato direttamente le aziende, visitato gli spazi espositivi e valutato le produzioni attraverso presentazioni e degustazioni. Al termine della fase EXPO sono state individuate le 12 aziende finaliste, tre per ciascuna delle quattro categorie previste dal progetto.
Le realtà selezionate sono 3SPIRITS di Catanzaro, AMARO SANTANDER e CROWN di Reggio Calabria, INFUSI DI CALABRIA, MARCHIO, RUBINO, TASSONE e TORCHIA di Catanzaro, L’OTRE DI EOLO di Vibo Valentia, MATER CALABRIA e SEVERINI di Cosenza e MURGIA di Crotone.
Il CRISEAWARD 2.0 nasce come evoluzione dell’esperienza pilota avviata nel 2023 e punta a trasformare la competizione in un percorso continuativo di ricerca, analisi, valorizzazione e promozione del comparto agroalimentare calabrese, studiandone anche le dinamiche economiche e sociali e le strategie adottate dalle imprese per affrontare i cambiamenti del mercato.
Quattro sezioni: WINE & SPIRITS, dedicata al settore vitivinicolo e alle produzioni spiritose, EVOO & OTHERS, riservata all’olio extravergine di oliva e alle produzioni collegate, CEREAL, per il comparto cerealicolo e SUPERFOOD, destinata alle produzioni caratterizzate da elementi di innovazione e da particolari valori nutrizionali e funzionali.
La valutazione non ha riguardato soltanto il prodotto. La commissione, che riunisce vincitori della precedente edizione, docenti universitari, esperti di comunicazione e marketing e specialisti delle tecnologie agroalimentari, provenienti prevalentemente da altre regioni italiane, ha dovuto valutare qualità, caratteristiche organolettiche, identità territoriale, sostenibilità, innovazione, packaging e capacità di valorizzazione. Durante l’EXPO sono stati acquisiti gli elementi relativi a due dei quattro indicatori previsti dal regolamento.










