All’ingresso della città c’è una piazza ancora senza un’intitolazione ufficiale. L’UIR rilancia la proposta di chiamarla “Piazza Giacinto Froggio Francica”, il vibonese che sedette nell’Assemblea Costituente e contribuì alla nascita della nostra Costituzione
A Vibo Valentia c’è una piazza che è ancora senza una denominazione ufficiale. È il curioso destino dello spazio recentemente riqualificato nei pressi del Consorzio Agrario, all’ingresso della città per chi arriva da viale della Pace: una piazza che tutti conoscono, tutti frequentano, tutti chiamano in qualche modo, ma che un nome ufficiale, a quanto risulta dalla toponomastica comunale, ancora non ce l’ha.
Per molti è piazza “Gaetano Salvemini”. Ma Salvemini, in realtà, è il nome della strada parallela. Lello Stillitano, già agente della Polizia locale, aveva ricordato come l’amministrazione Iannello, negli anni 1994-1997, avesse indicato ufficiosamente quello spazio come “Piazza Aldo Moro”. Un’intitolazione, però, rimasta fuori dagli atti ufficiali e mai formalizzata nella toponomastica cittadina.
Insomma, quella piazza esiste. È stata riqualificata. È diventata uno degli spazi immediatamente riconoscibili di Vibo Valentia, è stata pure “abbellita” con una nuova opera d’arte, ma sulla sua targa, almeno per ora, c’è ancora una sorta di punto interrogativo.
E allora perché non trasformare quel punto interrogativo in una domanda rivolta alla città?
L’idea è partita dai social, attraverso una consultazione spontanea tra cittadini proposta dalla pagina facebook SPQVIBO. Un modo semplice per ricordare che le piazze appartengono alla comunità, soprattutto quando rappresentano il primo biglietto da visita per chi arriva in città.



Ed è proprio dentro questo dibattito che arriva una proposta destinata a far discutere: intitolare quella piazza a Giacinto Froggio Francica.
A formularla è Antonio Fuscaldo, Insignito al Merito della Repubblica e componente della sezione vibonese dell’UIR, l’Unione degli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana. Non una proposta affidata al caso, né un nome scelto per semplice suggestione.
Perché Froggio Francica è una figura che appartiene alla storia istituzionale di Vibo Valentia e, più in generale, alla storia della Repubblica.
Avvocato, giornalista, dirigente politico e uomo delle istituzioni, Giacinto Froggio Francica fu componente dell’Assemblea Costituente e della Commissione dei 75, l’organismo incaricato di elaborare materialmente il testo della Costituzione italiana.
Una pagina della storia nazionale scritta anche da un vibonese.
E non fu soltanto la parentesi di un mandato parlamentare. Nel corso della sua vita Froggio Francica ricoprì infatti incarichi di rilievo, tra cui la presidenza della Cassa per il Mezzogiorno e quella della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania. In città fu inoltre presidente delle Opere Pie e dell’Ospedale civile cittadino, seguendo direttamente importanti interventi nel settore sanitario. Impegnato nel sociale, fece parte del Lions Club di Vibo Valentia assumendo le maggiori cariche fino ad essere il Governatore dei Lions meridionali.
Un nome, dunque, che racconta contemporaneamente Vibo Valentia e l’Italia.
Ed è proprio questo il punto che rende la proposta particolarmente significativa.
L’idea avanzata da Antonio Fuscaldo, infatti, si inserisce perfettamente nel lavoro che l’UIR di Vibo Valentia sta portando avanti da tempo. La sezione vibonese dell’Unione, guidata dal presidente Maurizio Bonanno, ha costituito una commissione (tra i componenti Insigniti, insieme a Fuscaldo, vi sono ex sindaci come Lorenzo De Sossi e Franco Sammarco, ex amministratori a vari livelli come Nicola Barbuto e Tony Bilotta) incaricata di studiare una revisione della toponomastica cittadina, con l’obiettivo di riportare nella memoria collettiva figure e vicende che hanno contribuito alla crescita della comunità.
Il risultato di quel lavoro è stato raccolto in una relazione, consegnata esattamente un anno fa al sindaco Enzo Romeo, con una proposta precisa: “Collaborazione per la valorizzazione della memoria storica cittadina attraverso la revisione della toponomastica”.
Non soltanto cambiare nomi, dunque. Restituire nomi alla memoria.
E in questa prospettiva Giacinto Froggio Francica rappresenta una figura particolarmente emblematica. Come ricordato dallo stesso presidente dell’UIR in occasione di un convegno regionale, si tratta di una delle figure politiche più significative espresse dal territorio vibonese nel secondo dopoguerra, soprattutto per il ruolo avuto nell’Assemblea Costituente e nella Commissione dei 75.
La proposta arriva, inoltre, in un momento che potrebbe darle un significato ancora più forte a ottant’anni dall’elezione dell’Assemblea Costituente,
Di più, nel 2028 ricorreranno gli ottant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana. Un anniversario che potrebbe diventare l’occasione per ricordare, anche attraverso i luoghi della città, chi contribuì a scrivere quella Carta fondamentale.
E allora quella piazza all’ingresso di Vibo Valentia potrebbe smettere di essere semplicemente “quella del Consorzio Agrario”, oppure quella che qualcuno chiama Salvemini e qualcun altro ricorda come Aldo Moro.
Potrebbe avere finalmente un nome. Ma soprattutto potrebbe avere una storia da raccontare.
La proposta è sul tavolo. La parola, adesso, spetta alla città e all’Amministrazione comunale.
Perché una targa può sembrare soltanto una targa. Ma scegliere un nome significa decidere chi vogliamo consegnare alla memoria di chi verrà dopo di noi.










