I gruppi di opposizione chiedono conto dei ritardi. E il problema non sembra essere soltanto quello di finire i lavori: dopo servirà anche una gara per affidare la gestione
A Vibo Valentia anche nuotare rischia di diventare una questione di calendario. Non quello delle stagioni sportive, ma quello delle promesse, delle proroghe, delle varianti e dei rinvii.
La piscina comunale “Antonino Mangialavori” resta chiusa e, mentre il cantiere continua a rappresentare una promessa di riapertura che si sposta in avanti, l’opposizione consiliare decide di mettere nero su bianco una domanda molto semplice: quando sarà realmente possibile tornare a utilizzare l’impianto?
Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Noi Moderati, Identità territoriale e la consigliera Antonella Petracca del Gruppo Misto hanno annunciato che la questione sarà portata al question time del prossimo 3 ottobre, con un’interrogazione dedicata al completamento dei lavori e, soprattutto, all’affidamento della gestione della struttura.
Ed è proprio quest’ultimo passaggio ad aggiungere un altro capitolo a una storia che rischia di diventare paradossale.
Il problema, infatti, non sarebbe soltanto quello di arrivare alla conclusione degli interventi. Una volta terminato il cantiere, bisognerà individuare chi dovrà gestire la piscina. E quindi predisporre ed espletare una gara.
Tradotto dal linguaggio amministrativo a quello dei cittadini: anche quando i lavori saranno finiti, l’impianto potrebbe non essere immediatamente utilizzabile.
È questo il punto sul quale l’opposizione chiede all’amministrazione Romeo un cronoprogramma preciso, che non si limiti alla conclusione delle opere ma comprenda anche le procedure necessarie per restituire concretamente la piscina alla città.
Una richiesta difficilmente liquidabile come una semplice polemica politica. Perché una struttura pubblica non torna a disposizione dei cittadini quando finisce un cantiere: torna a disposizione quando è effettivamente pronta a funzionare.
La piscina comunale di località Maiata occupa una superficie di circa 3.500 metri quadrati e venne realizzata, completamente da zero, in meno di due anni.
Oggi, osservano i gruppi di opposizione, per riqualificare una struttura già esistente il tempo continua invece a dilatarsi.
Gli interventi sono stati finanziati con 1,4 milioni di euro, ai quali si è aggiunto un ulteriore finanziamento di 700 mila euro, entrambi ricondotti dai consiglieri di opposizione all’attività parlamentare dell’onorevole Giuseppe Mangialavori.
Nel frattempo, tra varianti e interventi sugli impianti, la piscina continua a non essere disponibile. Ed è probabilmente proprio questo il dato che più di ogni polemica politica merita una risposta: quanto manca davvero alla riapertura?
L’opposizione richiama anche una dichiarazione pronunciata il 25 gennaio 2023 dall’allora esponente del Partito Democratico che oggi ricopre l’incarico di assessore allo Sport.
Il tema era proprio quello dello sport come strumento di crescita sociale e di prevenzione del disagio giovanile. Un principio condivisibile, allora come oggi.
Il punto, però, è che tra una dichiarazione politica e la sua traduzione amministrativa c’è sempre di mezzo la prova più difficile: quella dei fatti.
E oggi il fatto è che la piscina comunale resta chiusa.
Senza bisogno di aggiungere molto altro, la domanda posta dall’opposizione arriva quasi naturalmente: che cosa è cambiato, nel frattempo?
La piscina non è soltanto una vasca. È una struttura sportiva, un servizio per le associazioni, un luogo di socialità e un’opportunità per bambini, ragazzi e famiglie. Per questo la questione va oltre lo scontro tra maggioranza e opposizione.
L’opposizione parla di “stillicidio di promesse mancate e rinvii” e accusa l’amministrazione di non avere una programmazione adeguata. Palazzo Luigi Razza, evidentemente, avrà modo di rispondere e di spiegare tempi, difficoltà e passaggi ancora necessari.
Ma una cosa appare difficilmente contestabile: a Vibo Valentia non basta sapere che i lavori prima o poi finiranno. I cittadini hanno bisogno di sapere quando la piscina tornerà davvero a funzionare.
E soprattutto se, una volta tolto l’ultimo transennamento dal cantiere, non ci sarà da aspettare ancora per una gara (la vicenda del Nuovo Teatro Comunale è un emblematico esempio, purtroppo!).
Perché sarebbe davvero singolare scoprire che, dopo una lunga attesa per completare i lavori, la piscina dovesse poi rimanere vuota semplicemente perché manca ancora chi possa aprirne le porte.
Il question time del 3 ottobre servirà, dunque, a chiedere date, procedure e responsabilità amministrative.
Questa volta, più che promesse, sarebbe utile un cronoprogramma. E magari, finalmente, una data da cerchiare sul calendario.









