Una fotografia concreta di quelle piccole emergenze quotidiane che spesso restano ai margini del dibattito
Dalla provinciale 33 ai collegamenti con Nicotera e Limbadi: il presidente della Don Gnocchi “Voglia di Vivere” richiama l’attenzione sulle arterie che ogni giorno servono cittadini, lavoratori e pazienti. Ci sono strade che entrano nelle statistiche soltanto quando qualcuno continua a segnalare, percorrere, denunciare.
Cosimo Limardo le ha richiamato al centro dell’attenzione nel corso della riunione dedicata alla sicurezza stradale.
Il presidente dell’associazione Don Gnocchi “Voglia di Vivere”, che da tempo porta avanti segnalazioni sulle problematiche del territorio, riferisce infatti di essere intervenuto per primo proprio sulla situazione della strada provinciale 33, quella che collega Mesiano, Rombiolo, San Calogero, Calimera Calabra e la Statale 18. Un’arteria tutt’altro che secondaria, perché mette in comunicazione diversi centri e costituisce un collegamento quotidiano per chi deve spostarsi per lavoro, per necessità familiari e, soprattutto, per esigenze sanitarie.
Ma Cosimo Limardo non si è fermato alla provinciale 33. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione anche sul tratto che collega Calimera Calabra a Nicotera Marina e su quello che da Calimera conduce verso Limbadi e l’ospedale di Nicotera. Una strada particolarmente utilizzata anche da persone che devono raggiungere la struttura sanitaria per sottoporsi a dialisi.

Ed è proprio questo l’aspetto che rende la questione della sicurezza stradale qualcosa di molto più concreto della semplice manutenzione dell’asfalto.
Quando una strada conduce a un ospedale, quando viene percorsa da persone che devono sottoporsi a cure periodiche, quando rappresenta l’unico collegamento quotidiano tra piccoli centri, la sua efficienza diventa una questione di qualità della vita e di tutela delle persone.
Nel corso dell’incontro, riferisce ancora Cosimo Limardo, è intervenuta anche Giuseppina Gaglianò, richiamando l’attenzione sulla situazione di Nicotera e di alcune sue frazioni. Il problema segnalato riguarda in particolare gli allagamenti che, in occasione delle piogge, determinano la formazione di vere e proprie pozzanghere d’acqua, rendendo difficoltoso il passaggio sia delle automobili sia dei pedoni.
Una fotografia concreta di quelle piccole emergenze quotidiane che spesso restano ai margini del dibattito fino a quando non diventano emergenze più grandi.
La riunione convocata in Prefettura ha avuto un respiro più ampio: sono stati esaminati i dati sulla sinistrosità provinciale, le violazioni al Codice della strada e le condizioni delle arterie maggiormente interessate dagli incidenti. È stata inoltre condivisa l’opportunità di organizzare riunioni tecniche e sopralluoghi nelle zone più problematiche.
E proprio qui si inserisce il senso dell’iniziativa portata avanti da Cosimo Limardo. Non limitarsi a dire che le strade non funzionano, ma indicare quali sono, dove sono le criticità e soprattutto chi ogni giorno è costretto a percorrerle.
È una differenza tutt’altro che marginale. Perché dietro la provinciale 33 non ci sono soltanto chilometri di carreggiata. Ci sono Mesiano, Rombiolo, San Calogero, Calimera Calabra e il collegamento con la Statale 18. E dietro le strade verso Nicotera e Limbadi ci sono cittadini che devono raggiungere servizi essenziali, compreso quello sanitario.
Del resto, l’impegno di Limardo sulla sicurezza stradale non nasce oggi. Soltanto poche settimane fa aveva sollecitato l’amministrazione di San Calogero anche sulla necessità di intervenire su alcune criticità della viabilità, chiedendo tra l’altro una valutazione per l’installazione di dissuasori di velocità in via Carlo Pisacane.
È questa continuità che dà un significato preciso alla sua presenza al tavolo sulla sicurezza stradale.
Adesso la parola passa alle istituzioni e agli enti proprietari delle strade.La Prefettura ha indicato la strada dei sopralluoghi e delle verifiche tecniche. Il territorio, attraverso le segnalazioni raccolte da associazioni e cittadini, ha già indicato alcuni dei punti sui quali intervenire.Perché una strada sicura non è un lusso. E, soprattutto quando porta a un ospedale, non può essere considerata una strada qualsiasi.










