Venerdì 2 ottobre, alle 17, lo scrittore vibonese sarà protagonista a Napoli di un incontro con i lettori. Un riconoscimento per un autore che ha fatto della ricerca storica e della scrittura due facce della stessa passione
Presentare un libro è sempre un momento culturalmente significativo. Ma vi sono luoghi nei quali, quasi inevitabilmente, la presentazione di quel libro assume un significato diverso. Palazzo Reale di Napoli, nel cuore della quinta edizione del Campania Libri Festival, è certamente un momento suggestivo.
Qui che, venerdì 2 ottobre alle ore 17, Maurizio Bonanno porterà L’Ultima Notte, il suo romanzo storico pubblicato da Il Cristallo, in un appuntamento dal vivo con i lettori nello spazio Media Libritalia, stand 66, nel Cortile del Belvedere.
Un appuntamento che, per uno scrittore vibonese, ha qualcosa di più di una semplice presentazione editoriale.

Il Campania Libri Festival, in programma dall’1 al 4 ottobre, è infatti una delle più importanti manifestazioni dedicate al libro e all’editoria nel Mezzogiorno: la quinta edizione porta a Palazzo Reale e alla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III oltre 250 appuntamenti, più di 120 espositori e oltre 100 case editrici, articolati in tredici percorsi tematici. Tra questi si distingue la casa editrice vibonese Libritalia, con un suo stand e le sue produzioni, con l’aggiunta del romanzo L’Ultima Notte, frutto di una collaborazione, a livello di promozione e distribuzione, con Il Cristallo.
Un grande crocevia della cultura, dunque, nel quale la presenza di Maurizio Bonanno inserisce una voce che arriva dalla Calabria e, più precisamente, da Vibo Valentia.
L’Ultima Notte non è un’avventura letteraria improvvisata. È il risultato di una lunga frequentazione dell’autore con la storia dei Cavalieri Templari e con il Mediterraneo medievale.
Al centro della narrazione c’è fra’ Oliviero di Bivona, cavaliere templare realmente documentato, che Bonanno trasforma da figura storica avvolta dalla leggenda in un personaggio profondamente umano, alle prese con dubbi, sentimenti, fede, memoria e destino.
È proprio questo uno degli aspetti messi in evidenza dalle prime letture dedicate al romanzo: L’Ultima Notte viene descritto come un ponte fra rigore documentale e immaginazione narrativa, capace di utilizzare la ricerca storica senza lasciare che essa soffochi il racconto.
E c’è un altro elemento che rende particolarmente significativo questo approdo napoletano: Maurizio Bonanno torna al romanzo quarant’anni dopo il suo primo esperimento narrativo, dopo una lunga attività come giornalista, scrittore e autore di saggi di carattere sociologico e storico.
Un ritorno alla narrativa che, nelle valutazioni pubblicate in occasione delle precedenti presentazioni del volume, è stato definito «intenso, maturo e coinvolgente».
La chiave forse più interessante del libro è l’aver posto il Templare oltre la leggenda:
Bonanno non sembra interessato soltanto al Templare come figura leggendaria, al fascino delle Crociate o al mistero che da secoli accompagna l’Ordine. La sua attenzione si concentra soprattutto sull’uomo che si nasconde dietro il cavaliere. Fra’ Oliviero diventa così coscienza, memoria, destino, ma soprattutto una persona attraversata da passioni e fragilità.
Una scelta narrativa che consente al romanzo di uscire dai confini del semplice racconto storico e di trasformare la vicenda medievale in una riflessione più ampia sull’uomo e sulle sue scelte. È proprio questa dimensione umana del protagonista che è stata indicata tra gli elementi caratterizzanti del romanzo nelle presentazioni e nelle valutazioni pubblicate sul libro.
E poi, c’è un aspetto più diretto a proposito di questo appuntamento di venerdì 2 ottobre: Vibo Valentia porta la sua voce a Napoli
Un autore che nasce e lavora a Vibo Valentia entra nel programma di una manifestazione che per quattro giorni trasforma Palazzo Reale in una grande casa del libro.
Non è soltanto una vetrina per L’Ultima Notte. È anche l’occasione per portare fuori dai confini regionali una storia, una sensibilità e una cultura letteraria che hanno radici profondamente vibonesi.

La bibliografia di Maurizio Bonanno racconta del resto un percorso lungo e articolato: giornalismo, sociologia, ricerca storica, narrativa. L’Ultima Notte rappresenta oggi una nuova tappa di quel percorso e Napoli offre una platea particolarmente significativa per verificarne la capacità di dialogare con lettori e operatori dell’editoria.
Il contesto non potrebbe essere più emblematico. Il festival 2026, curato editorialmente da Massimo Adinolfi e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, è dedicato al tema “Jesce sole”, omaggio a Roberto De Simone e ai cinquant’anni dalla prima rappresentazione de La Gatta Cenerentola.
E allora, per una volta, quel “Jesce sole” può diventare anche un augurio per uno scrittore calabrese che venerdì porterà il suo libro nel cuore di Napoli. Da Vibo Valentia a Palazzo Reale. Da una storia custodita nei documenti a una storia affidata alle pagine.
Venerdì pomeriggio sarà Maurizio Bonanno, con L’Ultima Notte, a raccontare questa nuova tappa del suo viaggio di scrittore.









