Dalla scuola e dagli insegnanti di sostegno una nuova iniziativa rivolta al ministro Valditarap er i diritti delle persone più fragili
Le battaglie civili, quelle che non hanno bisogno di palcoscenici perché riguardano la vita quotidiana delle persone, tornano al centro dell’impegno di Cosimo Limardo.
Una nuova iniziativa che ViViPress segue con attenzione e che si inserisce nel percorso che Cosimo Limardo porta avanti da tempo sul fronte della tutela delle persone con disabilità. Questa volta l’attenzione è rivolta alla scuola e, in particolare, alla carenza e alla mancata continuità degli insegnanti di sostegno.
Cosimo Limardo ha scritto al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo «un impegno concreto e tempestivo» per affrontare una questione che definisce «drammatica e annosa». Nella lettera, firmata nella sua qualità di vicepresidente e segretario nazionale del Dipartimento “Diversamente Abili” dell’Unione Nazionale Italiana e di presidente dell’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere”, viene evidenziato come molti bambini e ragazzi con disabilità si trovino ancora oggi senza il docente specializzato o siano costretti a subirne continui avvicendamenti.
Il punto sul quale Limardo insiste è quello della continuità didattica, considerata determinante per il benessere psicologico e per l’apprendimento degli alunni con disabilità. Un rapporto educativo che, soprattutto nei casi più complessi, non può essere considerato un semplice elemento organizzativo: per il bambino significa costruire fiducia, sicurezza e stabilità nel proprio percorso scolastico.
E la questione, sottolinea Cosimo Limardo, non riguarda soltanto la Calabria. È una criticità che interessa l’intero territorio nazionale, riproponendosi ogni anno con famiglie costrette a una «snervante corsa contro il tempo» per ottenere l’assegnazione dell’insegnante di sostegno e un numero di ore adeguato alle effettive necessità dei propri figli.
Da qui la richiesta di valutare anche la possibilità di confermare il docente dell’anno precedente, così da tutelare quella continuità affettiva ed educativa che assume un’importanza particolare per i bambini con disturbi dello spettro autistico e per quanti vivono condizioni di disabilità complessa.
È una battaglia che Cosimo Limardo sceglie di affrontare contemporaneamente sul piano politico, associativo e civile. Lo scrive lui stesso nella lettera al ministro: «Come rappresentante politico e associativo, ma prima ancora come cittadino». Ed è proprio questa dimensione a caratterizzare il suo impegno: portare le questioni delle persone più fragili fuori dalla dimensione della semplice denuncia e dentro quella della richiesta concreta alle istituzioni.
Il destinatario della lettera è ora il ministro Valditara. Cosimo Limardo attende «un segnale di apertura verso la risoluzione di questa emergenza».
Una richiesta semplice, almeno nella sua formulazione, ma che tocca uno dei principi fondamentali di una comunità: il diritto di ogni bambino a non essere lasciato indietro.
E su questo terreno, ancora una volta, la battaglia di Cosimo Limardo torna a essere una battaglia civile.









