• Contatti
sabato, Novembre 29, 2025
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Ottant’anni di 25 aprile, mentre una nuova forma di fascismo si manifesta con algoritmi e vuoti like

Ottant’anni di 25 aprile, mentre una nuova forma di fascismo si manifesta con algoritmi e vuoti like

da admin_slgnwf75
25 Aprile 2025
in opinioni
Tempo di lettura: 3 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Oggi l’antifascismo deve essere non solo memoria, ma lettura attiva del presente

di Alberto Capria

Ti potrebbe anche piacere

Lettera al Presidente Mattarella: si sta sgretolando la credibilità della scuola pubblica, la fiducia dei ragazzi nelle istituzioni

Lettera al Presidente Mattarella: si sta sgretolando la credibilità della scuola pubblica, la fiducia dei ragazzi nelle istituzioni

29 Novembre 2025
213
Il coraggio di denunciare pubblicamente una violenza nell’aula istituzionale è un atto politico di altissimo valore

Il coraggio di denunciare pubblicamente una violenza nell’aula istituzionale è un atto politico di altissimo valore

28 Novembre 2025
179

Con l’80esimo anniversario il 25 aprile –  mai come quest’anno –  richiama al dovere della memoria e della consapevolezza del valore della pace e della democrazia. 

Ribadire che il 25 Aprile è il giorno più importante della storia repubblicana, significa opporsi al tentativo di unificare chi ha combattuto per la libertà e l’indipendenza nazionale e chi aderì alla RSI, anche con buone intenzioni: i primi erano dalla parte della ragione, i secondi del torto. Significa ricordare Il sacrificio degli appartenenti a un ampio schieramento (cattolici e socialisti, azionisti e militari, monarchici, liberali e comunisti) che insieme si unirono per un alto ideale, e che, forse senza esserne pienamente coscienti, gettarono le basi per la Costituzione Repubblicana, che trasuda antifascismo in ogni parola, in ogni segno di interpunzione.

Anche oggi come 80 anni fa  si avverte la necessità di un’idea unitaria di Paese per far fronte ai grandi problemi, di uscire dalle attuali ambiguità per fare fronte alle urgenze  del Paese e, come nell’ultimo dopoguerra, del mondo intero.

Ottant’anni dopo viene da chiedersi cosa resta di quell’antifascismo? Molto, pur senza tacere segnali di stanchezza, cedimenti su posizioni celebrative.

Perché oggi facciamo i conti, alcune volte inconsapevolmente, con un fascismo rarefatto, diffuso, avvolgente se non ammaliante; una categoria del vivere quotidiano non solo dei regimi autoritari, ma latente anche nella vita quotidiana delle democrazie. Un impulso illiberale che si camuffa da misura protettiva, da difesa identitaria, dall’esaltazione del leader maximo. L’altro — il diverso — è percepito come minaccia permanente. “Aggredire o armarsi per difendersi” rischia di diventare un codice di comportamento collettivo, soprattutto nel mondo digitale dove dinamiche inquietanti, anche in forme violente, sono la quotidianità.

Le piattaforme online generano nuove false “piazze”: masse che si raccolgono intorno ai leader (talvolta con livelli culturali ed etici imbarazzanti) in una ritualità del consenso. Il “like” sostituisce la riflessione e l’applauso, creando l’illusione di partecipazione, alimentando followers che, per definizione, non partecipano: appartengono; non pensano: aderiscono.

Una nuova forma di “fascismo” che non si manifesta con marce e divise, ma con algoritmi e fedeltà. Si palesa con messaggi brevi, indica un nemico, promette protezione, l’uomo solo al comando, soluzioni semplici per problemi complessi, linguaggi da osterie, fa e disfa nell’arco di poche ore. Ecco perché oggi l’antifascismo deve essere non solo memoria, ma lettura attiva del presente.

C’è un luogo che è deputato a produrre anticorpi contro il rischio di una afasia culturale ed etica: la scuola. Una scuola viva deve –  ancor prima di compiti, contenuti, valutazioni e… test –   alimentare spirito critico, insegnare a distinguere, a scegliere, ad inventare, ad essere unici non gregge, a riconoscere e rispettare l’altro. La scuola deve essere speranza: speranza necessaria da creare, alimentare e custodire nel linguaggio di ogni giorno, soprattutto all’interno di un Paese che ha l’ardire – e la stupidità – di divedersi sul 25 aprile e… sulla morte del Pontefice.

Una scuola che trovi o ritrovi la sua grande forza per far sì che l’antifascismo non sia solo esercizio di memoria, ma capacità  di saper scrivere pagine nuove ed una diversa dall’altra,  di saper leggere “il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura” (De Andrè).

“Credetemi – scrisse Giacomo Olivi, martire della Resistenza a 19 anni –  lo Stato siamo noi stessi. Non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere; pensate che tutto è successo perché qualcuno …non ne ha voluto a che sapere”.

Buon 25 aprile a tutti, nessuno escluso!

Tags: 25 aprilealgoritmifascismolike

admin_slgnwf75

Articoli Simili

Lettera al Presidente Mattarella: si sta sgretolando la credibilità della scuola pubblica, la fiducia dei ragazzi nelle istituzioni

Lettera al Presidente Mattarella: si sta sgretolando la credibilità della scuola pubblica, la fiducia dei ragazzi nelle istituzioni

da admin_slgnwf75
29 Novembre 2025
213

Abbiamo ricevuto questa accorata, sofferta, ma anche vera, intensa lettera che un insegnante ha indirizzato al Presidente della Repubblica. Condividendola,...

Il coraggio di denunciare pubblicamente una violenza nell’aula istituzionale è un atto politico di altissimo valore

Il coraggio di denunciare pubblicamente una violenza nell’aula istituzionale è un atto politico di altissimo valore

da admin_slgnwf75
28 Novembre 2025
179

Un intervento per esprimere profonda solidarietà alla Consigliera Maria Rosaria Nesci, per il suo atto di coraggio in Consiglio Comunale...

Tridico e il grande rientro… a Strasburgo. Calabria solo in prova gratuita: il dubbio amletico era scritto a matita

Tridico e il grande rientro… a Strasburgo. Calabria solo in prova gratuita: il dubbio amletico era scritto a matita

da Maurizio
26 Novembre 2025
175

L’ex candidato presidente torna in Europa dopo un test drive da consigliere: due presenze in Consiglio regionale sono bastate per...

Oltre gli slogan: la verità della violenza che non vuole etichette

Oltre gli slogan: la verità della violenza che non vuole etichette

da admin_slgnwf75
25 Novembre 2025
142

La violenza non è solo un gesto: è un sistema di relazioni sbagliate, è il potere usato male, è una...

Prossimo
A Bivona e Portosalvo si celebrerà il Giubileo dei Lavoratori

A Bivona e Portosalvo si celebrerà il Giubileo dei Lavoratori

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
colacchio gif maker

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews