Il riferimento è al film di Eugenio Attanasio “Figli del Minotauro”. Le donne degli allevatori hanno preparato un delizioso banchetto sotto la frescura dei faggi, all’antica
di Francesco Stanizzi
Rinnovata anche quest’anno la transumanza delle vacche podoliche dei Mancuso e si sono riviste dal vivo, in Sila, le scene simili del film- documentario “Figli del Minotauro – Storie di Uomini e Animali” di Eugenio Attanasio.
La famiglia Mancuso di Marcedusa ha guidato la mandria lungo i secolari sentieri verso le fresche alture silane. Partiti all’alba, Salvatore Mancuso, il nipote Antonio, i loro figli, parenti, amici e alcuni escursionisti hanno intrapreso il viaggio accompagnati dal suono antico dei campanacci. Da Marcedusa a Petronà, lungo via Dei Vaccari, per proseguire verso Manulata, sotto l’ombra dei castagni prima, poi dei pini e dei faggi.

Un’esperienza indimenticabile, vissuta in una splendida giornata, che offre un legame autentico con le radici storiche e culturali di questa pratica, fondamentale per il benessere degli animali. Le vacche hanno bevuto nelle vasche d’acqua sorgiva e brucato i freschi pascoli della Sila, colorati da ginestre e violette.

Le vacche podoliche della famiglia Mancuso sono diventate celebrità internazionali, grazie al film-documentario “Figli del Minotauro” di Eugenio Attanasio, premiato in Italia e all’estero. La promozione del film e del libro sulla transumanza, patrimonio universale UNESCO, ha dato vita al gruppo di sostenitori “Figli del Minotauro”, che annovera Domenico Levato, Giuseppe Gallucci, Elisabetta Grande, Elia Panzarella e Luigi Stanizzi.

L’opera racconta una Calabria diversa ed esplora la relazione millenaria tra uomini e animali, un rapporto che risale alla preistoria. Gli allevatori di podoliche, come i Mancuso, sono oggi i custodi di questa cultura antica. “Figli del Minotauro” ha riscosso un grande successo, con attori come Franco Primiero, Francesco Stanizzi, Mattia Isaac Renda, Gianluca Cortese, Salvatore Gullì e Alessandra Macchioni.
Come sempre, quando la mandria è giunta in Sila è stata subito festa, tra vino, brindisi e canti, al suono allegro della fisarmonica del giovanissimo Carlo. Le donne degli allevatori hanno preparato un delizioso banchetto sotto la frescura dei faggi, all’antica: soppressata, formaggio, olive, polpette, cannaruzzi e ceci, agnello ‘a la pecurara, salsicce e costine alla brace, insalata di pomodori e vini rosati, il tutto fatto davvero in casa.



Tra i rari ospiti d’onore prescelti, quest’anno spicca il grande scultore e imprenditore Luigi Verrino che, peraltro, ha realizzato un’opera in tema su un abbeveratoio a Zagarise, suo paese natale, e un un toro in bronzo custodito nella Casa-Museo Verrino.