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Il caso “scala mobile”: le verità del progettista. Nell’attesa, perché non aprire la scalinata che invece è collaudata?

Il caso “scala mobile”: le verità del progettista. Nell’attesa, perché non aprire la scalinata che invece è collaudata?

da Maurizio
11 Luglio 2025
in città e ambiente, opinioni
Tempo di lettura: 8 minuti
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Proponiamo ai nostri lettori l’articolata ricostruzione dei fatti, secondo la visione dell’arch. Carmelo Congestrì, progettista e direttore dei lavori, fattaci pervenire in redazione

L’arch. vibonese Carmelo Congestrì, a suo tempo incaricato di progettare e poi dirigere i lavori della “Scala mobile”, così come da tutti conosciuta, mai entrata in funzione e fonte inesauribile in quest’ultimo ventennio (e oltre) di numerose polemiche, iniziative politiche, articoli e dichiarazioni varie. Opere verso la quale non ci si è mai risparmiati nelle definizioni: l’eterna incompiuta, oppure la grande incompiuta; l’odissea. la scala (im)mobile e via elencando.

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Nell’ultimo periodo, l’attenzione è divenuta più approfondita, innescando nuove iniziative – di carattere politico, giornalistico, di semplice curiosità, ma soprattutto in chiave scandalistica.

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In questo senso è da considerare l’iniziativa dell’architetto Congestrì, che a noi si è rivolto, chiedendo asilo sulle nostre pagine per dire la sua versione dei fatti; ovvero, la ricostruzione di chi ha vissuto in prima persona questa “tipica vicenda alla vibonese”, l’arch. Carmelo Congestrì, nell’accompagnare il testo inviatoci, chiede che sia proposto alla lettura nella sua integrità specificando: “In relazione ai contenuti, appare quanto mai doveroso specificare che mi assumo la piena paternità e tutte le eventuali derivanti responsabilità per ognuno degli argomenti trattati“.

Abbiamo accolto volentieri la richiesta di pubblicare queste “significative ricostruzioni” da chi sa bene i fatti; ed offriamo ai nostri lettori la dettagliata ricostruzione della vicenda, quale contributo concreto – e diretto – verso una verità che i vibonesi hanno il diritto di conoscere.

scala mobile

Nel merito della gogna mediatica innescata dalle fuorvianti e tendenziose dichiarazioni recentemente rilasciate dall’assessore ai Lavori Pubblici Monteleone, in assenza di alcun riscontro documentale ma basate esclusivamente su personali affermazioni rese al limite tra l’ignoranza più assoluta, la bugia ed in alcuni casi della falsità, ma comunque con derivanti effetti diffamatori e denigratori nei miei confronti, professionista con 45 anni di specchiata attività, resa quasi esclusivamente  nel settore delle Opere Pubbliche, senza mai essere stato coinvolto in qualsivoglia controversia civilistica, amministrativa, penale, o anche solo di carattere deontologico, ritenendo quanto mai doveroso ripristinare la mera verità su fatti e circostanze che hanno caratterizzato l’Opera di che trattasi, mi vedo costretto a replicare per come segue:

  1. A fronte di quanto affermato dal Monteleone assessore “La progettazione, lunghissima e piena di inciampi ….”, questa la documentazione  in Atti dell’Amministrazione Appaltante:
  2. Determina N° 101 del 21/03/2005 per approvazione Studio di Fattibilità redatto dagli Uffici Comunali;
  3. Determina N° 156 del 30/03/2005 per affidamento incarico progettazione;
  4. Delibera N° 353 del 26/10/2005 per approvazione progetto definitivo;
  5. Determina N° 109 del 24/02/2006 per approvazione progetto esecutivo;
  6. La Giunta Comunale con propria Delibera N° 186 del 13/07/2011 e quindi dopo ben 1.965 giorni di immotivato stallo operativo, ha revocato gli Atti per come riportati ai precedenti punti, poiché a suo tempo i competenti Uffici Comunali non avevano formalizzato l’avvio delle procedure espropriative ad una delle tre ditte interessate;
  7. Determina N° 208 del 13/06/2013 per approvazione nuovo progetto preliminare redatto dagli Uffici Comunali;
  8. Delibera Giunta Comunale N° 242 del 12/09/2013 per approvazione nuovo progetto definitivo;
  9. Determina N° 1 del 07/01/2014 per approvazione nuovo progetto esecutivo, specificando che nella nuova progettazione si è dovuto procedere anche all’adeguamento delle opere strutturali alle intervenute (nell’arco degli otto anni nel frattempo trascorsi) nuove norme antisismiche, unitamente alla ricomputazione del costo complessivo dell’Opera, essendo stato nel frattempo approvato anche il nuovo Prezziario Regionale;
  10. Con Determina Dirigenziale N° 518 del 09/12/2014 si è proceduto all’Aggiudicazione  dei lavori di che trattasi all’Impresa CIAM Ascensori, mentre in data 11/02/2015 con rep. N° 72 veniva stipulato il relativo Contratto di Appalto, in seguito rescisso per gravi inadempienze della stessa Impresa ;
  11. Con Contratto rep. N° 8 del 05/05/2015, veniva infine affidato l’incarico di Direttore dei Lavori allo scrivente.

Alla luce degli Atti per come fin qui puntualmente richiamati, appare quanto mai evidente che l’abnorme dilatazione della tempistica intercorsa tra l’approvazione del progetto esecutivo e l’affidamento dell’incarico di D.L. (3.357 giorni), non può in alcun modo essere imputa alla progettazione e quindi ai progettisti.

  • Non ho mai ricevuto, né formalmente né informalmente, alcun ”ultimatum”, né altro atto equivalente, che prevedesse termini perentori per la presentazione di “note contabili per valutare i residui finanziari disponibili”, specificando ad ogni buon fine che tutta la documentazione relativa alla contabilità lavori, di volta in volta idoneamente controfirmata dai due precedenti R.U.P. arch. DECEMBRINI e geom. MARINO, è stata anche riversata sul p.c. dell’attuale R.U.P. arch. PETRUZZA, con il quale peraltro ho sempre interloquito in uno spirito di reciproca e fattiva collaborazione.
  • Nel merito di quanto affermato “… Il D.L. ci ha lasciato solo degli appunti non esaustivi …”, trovo necessario evidenziare che in allegato alla formulazione delle proprie dimissioni, ho prodotto una puntuale relazione attraverso la quale è stato ripercorso tutto l’iter tecnico, amministrativo e contabile, normativamente identificata quale “Relazione al Conto Finale”, ma che nel caso in specie, è stato possibile aggiornare proprio fino alla data delle dimissioni, specificando ulteriormente che la stessa risulta articolata su ben 31 punti e resa su 16 fogli dattiloscritti (caratteri Arial 11 ed interlinea 1,15).
  • Per quanto attiene alle mie dimissioni è del tutto falso che siano state motivate da ragioni personali, quando in verità nelle due pagine di cui le stesse si compongono viene riportata una “Premessa” articolata su 3 punti, un “Considerato” anch’esso su 4 punti, avendo infine specificato che le stesse scaturiscono esclusivamente dalla circostanza che “… non riesco a prevedere la tempistica con cui l’Amministrazione Appaltante provvederà a quanto in sua esclusiva attribuzione e pertinenza …”.
  • Al momento dell’ultimazione dei lavori, da me certificata il 14/06/2021 (con cinque giorni di ritardo sul termine stabilito), nella qualità di direttore dei lavori avevo di volta in volta già puntualmente eseguito tutte le prove, le analisi ed i saggi espressamente richiesti dalla specifica normativa di riferimento per l’accettazione e la collaudazione statica delle opere strutturali, ottenendo sempre esiti positivi ed opportunamente effettuate durante l’esecuzione lavori, pertanto senza dilatazione dei tempi, ma soprattutto con oneri e relativa spesa posta contrattualmente a carico dell’Appaltatore.
  • Soltanto a Lavori ultimati il collaudatore statico Santini (tecnico interno all’Amministrazione), ha ritenuto che le stesse opere strutturali dovessero essere  sottoposte ad ulteriori prove di carico, la prima effettuata in data 07/10/2022 e la seconda in data 11/05/2023, unitamente ad altre specifiche indagini effettuate in data 16/05/2024, specificando che per ognuna di tali prove (ovviamente tutte con esiti positivi) gli Uffici Comunali hanno dovuto di volta in volta reperire la copertura finanziaria.
  • Nel merito di quanto riportato al precedente punto vi è da specificare che lo stesso collaudatore ha formalmente ricoperto  l’incarico di “Collaudatore in corso d’opera e finale” e pertanto l’effettuazione delle summenzionate prove aggiuntive, scaturenti esclusivamente dalle sue personali dubbiezze, peraltro immotivate proprio perché non suffragate da alcuna oggettiva evidenza, riconducibile a lesioni e/o a segnali di sia pur lieve cedimento, avrebbero invero dovuto essere effettuate proprio durante l’esecuzione dei lavori e quindi di certo con enorme risparmio di tempo, avendone infine lo stesso rilasciato il collaudo statico soltanto in data 28/06/2024 (dopo 1.110 giorni dall’ultimazione e dei quali soltanto 3 impiegati per l’effettuazione delle stesse prove), risparmiando così ben 5 anni di degrado e di mancata manutenzione alla scala mobile, i cui effetti vengono sommariamente riportati al successivo punto H).
  • Il Collaudo Tecnico Amministrativo da parte del preposto Ente Ministeriale, ad aggi non può ancora essere rilasciato in quanto è necessario procedere al propedeutico espletamento di puntuali adempimenti tecnico/amministrativi in esclusiva attribuzione all’Amministrazione Appaltante, compresa la sostituzione di quella componentistica  usurata e/o ammalorata, ciò anche in dipendenza del sostanziale fermo ed inutilizzo dell’impianto, installato in data 28/11/2019 e quindi da ben 1.985 giorni prima delle mie dimissioni, specificando opportunamente che l’Appaltatore, alla presenza dello scrivente e del R.U.P. p.t. geom MARINO, a suo tempo ha formalmente consegnato le certificazioni di rispondenza alla normativa di specifico riferimento, unitamente all’effettuazione per 2 volte delle prescritte e complesse prove di funzionamento, tutte con esiti favorevoli, avendo altresì provveduto a proprie spese alla manutenzione ordinaria nei due anni successivi all’installazione, per come d’altronde previsto dal Capitolato.
  • Per quanto attiene alla recente seduta della III^ Commissione, appare quanto mai necessario evidenziare che la consigliera Corrado (anch’essa architetto), nella precedente Amministrazione Comunale ha rivestito l’incarico di Assessore ai Lavori Pubblici e pertanto, anziché richiedere notizie al subentrato suo collega Monteleone, senza dubbio avrebbe fatto meglio a fornire proprio lei tutte le informazioni in suo possesso, evitando così l’inopportuna quanto inutile pantomima.
scala mobile 1

Ovviamente non ritengo sia dovuta alcuna replica per le ulteriori affermazioni riportate nei 3 diversi articoli e pubblicati da altrettante testate online locali, in assenza di alcun riferimento tecnico e/o fattuale, ma che rivestono caratteri essenzialmente riconducibili a bieco pettegolezzo tra comari dirimpettaie e che hanno raggiunto l’apoteosi nell’articolo pubblicato da “Calabria 7. News”, a firma Raffaele Florio, con affermazioni di estrema gravità avendo costui peraltro palesato ipotetiche “truffe” e comunque nel loro insieme da ritenersi tutte condivise dallo stesso Monteleone, visto che fino ad oggi non ha ritenuto esprimere alcuna sua formale presa di distanza, con espressa riserva di adire le più opportune vie a tutela della mia immagine e professionalità, compreso altresì il coinvolgimento dei due Ordini Professionali di appartenenza (giornalisti ed architetti), in relazione anche a potenziali violazioni deontologiche.

Per ultimo faccio presente che l’importante opera infrastrutturale, non a caso risulta denominata “SCALINATA E COLLEGAMENTO MOBILE TRA IL TERMINAL BUS ED IL CENTRO CITTA’”, proprio perché costituita da 2 elementi strutturali indipendenti, autonomi ed affiancati, cui si accede attraverso unico e comune accesso, sia da Via degli Artigiani che da Via C. Colombo  e pertanto, in attesa della definizione del Collaudo Tecnico Amministrativo relativamente al “Collegamento Mobile” (rampe di scale mobili) e visto che la “Scalinata” risulta ormai da un anno definitivamente Collaudata (18/06/2024), come mai il politico/tecnico Monteleone non propone all’ignaro Sindaco (che si avvale proprio delle competenze specifiche dei propri assessori),  l’immediata apertura all’utenza (tra l’altro proprio quella che si vede costretta a “scavalcare la recinzione e tagliare così un tragitto altrimenti lunghissimo”), della scalinata in acciaio, peraltro provvista di un ampio marciapiede di ingresso attrezzato con grandi aiuole e diverse sedute, una copertura per le intemperie, un impianto di videosorveglianza ed un impianto di pubblica illuminazione dedicato?. Concludo con l’assoluta certezza che lo stesso Sindaco dott. ROMEO saprà porre in atto tutte le personali prerogative, conoscendo le sue attitudini rivolte a risolvere i problemi e non certo a crearli.

Arch. Carmelo Congestrì

Tags: collaudocollegamentoprogettistascala mobilescalinataverità

Maurizio

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