Intervento del vice coordinatore provinciale del Movimento politico nazionale di destra, Enzo Comerci, che chiede di apportare modifiche ritenute necessarie
La Commissione Straordinaria dell’A.S.P. di Vibo Valentia nei giorni scorsi ha adottato il nuovo Atto Aziendale, il quale, dopo l’approvazione del Commissario ad Acta della Regione, andrebbe a stabilire l’organizzazione ed il funzionamento dell’Azienda Sanitaria Provinciale nel prossimo futuro. Dalla Commissione Straordinaria – composta da personalità di alto profilo, mandata dal Governo dopo l’allegra gestione ndranghetistica, ti saresti aspettato grandi cose e invece scopri, con rammarico, che hanno adottato l’atto più importante per una Azienda Sanitaria, che incide profondamente sulla pelle e sulla vita dei cittadini di una provincia intera, senza nemmeno averlo letto.
Sono perentorie le dichiarazioni del vice coordinatore provinciale di Indipendenza, movimento politico nazionale, Enzo Comerci, che prosegue: “Hanno adottato qualcosa di strano, da qualcuno definito “un libro dei sogni”, virtuale, che di Vibo Valentia oltre al titolo ha ben poco. Hanno adottato una “scatola vuota”!”.
Comerci spiega perché lo ritiene una scatola vuota: “Se lo avessero letto, come abbiamo fatto noi, se ne sarebbero accorti che più dei tre quarti del “malloppo” delle 64 pagine è costituito dalla elencazione delle competenze dalle varie figure gestionali e degli organismi, più o meno importati, che costituiscono una Azienda Sanitaria Provinciale desunte dalla legislazione in materia. Se ne sarebbero accorti che quanto approvato era stato concepito per una Azienda Sanitaria provinciale con più Distretti sanitari, sbadatamente riportato più volte, mentre la nostra ASP, da tempo, ha un solo Distretto. Se ne sarebbero accorti che solo nella parte finale del documento, in tre paginette, si parla dell’ASP Vibonese relativamente alla Pianta Organica, vecchia e superata, ferma al 31 di dicembre dell’anno passato, all’prganigramma aziendale e alla tecnostruttura amministrativa e sanitaria, tutto il resto è noia”.
Da qui, la conclusione: “Se in questo benedetto Atto Aziendale non si dice niente di niente è chiaro che, stranamente, si rimanda all’Atto Aziendale esistente che non ha dato buoni frutti. Nel concludere dobbiamo constatare con dispiacere che è strano, molto strano, che un Organo di gestione straordinaria, così importante, non senta il dovere di fare una disamina seria e approfondita sullo sfascio della sanità vibonese e di proporre, nel Documento di programmazione per eccellenza, i rimedi per uscire dal pantano nella quale l’hanno ridotta. I cittadini, in particolare i meno abbienti, soffrono questa vergognosa situazione e, addirittura, una grossa percentuale rinuncia a curarsi non avendo le risorse necessarie per rivolgersi al privato o per ricorrere ai “viaggi della speranza”. Pertanto, chiediamo, con forza, al Commissario ad Acta della Regione, attraverso il suo importante Ufficio, di valutare con attenzione lo strano Atto Aziendale e di apportarne le modifiche necessarie non escludendo di rimandarlo al mittente per essere riempito di sostanza e contenuto.











