Anche se quasi 2 milioni di persone hanno già approfittato di pre-saldi e sconti anticipati partiti subito dopo Natale
I saldi invernali, quest’anno partiranno ufficialmente il 2 gennaio in Valle d’Aosta e il 3 gennaio nel resto d’Italia (con eccezione di Trento e Bolzano), ma, di fatto, sono già iniziati. Secondo le stime di Confesercenti, quasi 2 milioni di persone hanno già approfittato di pre-saldi e sconti anticipati partiti subito dopo Natale, trasformando quello che dovrebbe essere il primo grande evento commerciale dell’anno in una stagione di promozioni continua.
Secondo Confesercenti “i saldi invernali 2026 valgono un giro d’affari stimato in circa 6 miliardi di euro, ma l’impatto rischia di essere diluito dalle offerte che arrivano prima della data ufficiale. Nella moda in particolare stanno proliferando formule come “saldi privati”, “winter pre-sale” ed “exclusive sales”: nomi diversi per la stessa dinamica, ovvero ribassi anticipati riservati ai clienti fidelizzati o agli iscritti online”.
Si tratta però di un meccanismo che, in molti casi, si scontra con le normative regionali che vietano promozioni nei 30 o 45 giorni precedenti alle vendite di fine stagione e che rende meno chiara la percezione degli sconti, infatti tra Black Friday, Natale, pre-saldi, saldi invernali il calendario commerciale si è trasformato in una sequenza di campagne spinta soprattutto dal commercio online e dagli outlet, costringendo i negozi tradizionali a tenere il passo per non perdere clienti e fatturato.
“Il risultato – spiega ancora Confesercenti – è che gli acquisti di Natale finiscono “schiacciati” tra promozioni che partono sempre prima e sconti che arrivano sempre più presto. Da qui l’appello a riportare al centro trasparenza e concorrenza leale: prezzi e riduzioni devono essere chiari, verificabili e confrontabili, in particolare nel digitale e nelle iniziative rivolte a platee selezionate. Fondamentale anche il rispetto delle regole sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dal riferimento al prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti, come previsto dalla normativa europea. Il rischio – avverte inoltre l’associazione – è che i saldi perdano la loro identità, diventando solo un passaggio in un ciclo promozionale senza pause, con confusione per i consumatori e svantaggi per le imprese che rispettano le regole. Per questo Confesercenti chiede una revisione complessiva delle norme sulle promozioni, per garantire equilibrio di mercato e pluralismo distributivo”.











