Lettera indirizzata al ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, da parte del presidente dell’associazione Voglia di Vivere e segretario nazionale del partito Unione Nazionale Italiana
Una lettera aperta indirizzata al ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, riporta al centro del dibattito pubblico il tema dell’assistenza e della riabilitazione per le persone con disabilità in Italia. A firmarla è Cosimo Limardo, presidente dell’associazione Voglia di Vivere e segretario nazionale del partito Unione Nazionale Italiana – Dipartimento Diversamente Abili.
Nel documento, Limardo chiede formalmente un incontro con il ministro per affrontare una situazione che definisce “critica”, soprattutto in alcune regioni del Sud. Al centro della denuncia c’è la mancanza di convenzioni tra le ASP e numerosi centri di riabilitazione che, pur svolgendo un lavoro fondamentale con bambini, adulti e anziani con disabilità, non ricevono alcun sostegno dal servizio sanitario pubblico.
“Come si fa a curare un disabile se l’ASP non garantisce i diritti che gli spettano?”, si chiede Cosimo Limardo nella lettera, sottolineando il peso che ricade sulle famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare costi elevati e un’assistenza continua per i propri cari. Secondo il presidente dell’associazione, il diritto alla cura e alla riabilitazione dovrebbe essere garantito a ogni persona con disabilità, indipendentemente dall’età o dalla regione di residenza.
Particolarmente preoccupante, secondo Limardo, è la situazione della Calabria, descritta come una regione in cui “la sanità è al collasso totale”. Una condizione che, sempre più spesso, rende impossibile per le famiglie accedere a terapie essenziali senza dover sostenere spese insostenibili o rinunciare del tutto alle cure.
Da qui l’appello al ministro Alessandra Locatelli affinché verifichi e promuova un sistema in cui tutti i centri di riabilitazione presenti sul territorio nazionale possano essere sostenuti e convenzionati dalle ASL di competenza regionale. “È una questione di dignità, diritti e uguaglianza”, ribadisce Cosimo Limardo, confidando nella sensibilità e nel ruolo istituzionale del ministro.
La lettera si chiude con la richiesta di un incontro diretto, nella speranza che dalle parole si possa passare a interventi concreti per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Un appello che rilancia con forza una domanda centrale: può uno Stato definirsi inclusivo se non garantisce cure adeguate ai più fragili?











