Per l’altissimo senso del dovere dimostrato, il Presidente della Repubblica ha conferito alla sua memoria la “Medaglia d’Argento al Valor Militare”.
In occasione del 66° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, alla presenza delle autorità militari, nonché del Sindaco di San Giorgio Morgeto e dei suoi familiari, l’Arma dei Carabinieri ha voluto ricordare il militare caduto con la deposizione di una corona di alloro presso il largo a lui intitolato nel comune del reggino e con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina – Palmi Mons. Giuseppe Alberti.
Arruolato nell’Arma dei Carabinieri il 9 febbraio 1948, il Carabiniere Scelto Pasquale Camarda, nato a Oliveri in provincia di Messina il 21 dicembre 1927, dal 6 maggio 1956 prestò servizio presso la Stazione Carabinieri di San Giorgio Morgeto ove si distinse per la determinazione e la grande professionalità nell’espletamento del quotidiano servizio d’istituto.
Il 3 gennaio 1960, nel corso di un servizio di controllo del territorio, interveniva con il Comandante interinale della Stazione all’interno di un bar di quel centro, perché avevano notato la presenza di tre pregiudicati del luogo in compagnia di due forestieri. Uno di questi ultimi, alla vista dei militari, ha minacciato il sottufficiale puntandogli una pistola al fianco, a quel punto Camarda ha reagito ingaggiando un conflitto a fuoco e feriva uno dei due aggressori dando così modo al superiore di sottrarsi alla minaccia. Nel corso della sparatoria veniva però colpito mortalmente.
Per l’altissimo senso del dovere dimostrato, il Presidente della Repubblica ha conferito alla sua memoria la “Medaglia d’Argento al Valor Militare”.
Il Carabiniere Scelto Camarda, già qualche tempo prima della sua uccisione, aveva dato prova di coraggio e di abnegazione, facendo scudo con il proprio corpo a una bambina che casualmente si era trovata a passare in una contrada dove era in corso un conflitto a fuoco tra i Carabinieri e alcuni criminali. Un evento, quest’ultimo, rammentato dalla stessa ragazza ormai diventata grande nel corso della cerimonia e che è stato oggetto di riflessioni da parte degli studenti delle scuole di San Giorgio Morgeto.









