Un momento di raccoglimento e riflessione dal forte valore simbolico, ha voluto restituire dignità alle tante vite spezzate lungo le rotte migratorie
Anche quest’anno al cimitero di Bivona la commemorazione in memoria dei migranti che hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo, un momento di raccoglimento e riflessione promosso dal Coordinamento provinciale di Libera di Vibo Valentia. L’iniziativa, dal forte valore simbolico, ha voluto restituire dignità alle tante vite spezzate lungo le rotte migratorie e ribadire l’impegno contro l’indifferenza.
“Dietro ogni numero c’è una persona, un volto, un progetto di vita interrotto”, ha ricordato il coordinamento provinciale di Libera, sottolineando come la memoria rappresenti un atto di responsabilità civile e umana. Un messaggio condiviso anche dal sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, che ha preso parte alla cerimonia evidenziando l’importanza dell’educazione all’accoglienza: “Fare memoria significa anche costruire una cultura della solidarietà e della pace, soprattutto tra i giovani, che sono il futuro e che potranno determinare un modello di accoglienza diverso da quello attuale”.



Il cimitero di Bivona è ormai divenuto un luogo simbolo. Qui sono sepolte oltre quaranta persone – uomini, donne e bambini – giunte senza vita sulle coste vibonesi dopo gli sbarchi avvenuti tra il 2016 e il 2023. “Queste tombe devono diventare un monumento contro l’indifferenza e la rassegnazione”, ha affermato Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera. “Essere qui significa rinnovare la nostra responsabilità verso gli ultimi, gli emarginati, le vittime innocenti dell’indifferenza, e impegnarci a fare di più e meglio”.



“Contro l’indifferenza il nostro impegno” è stato il messaggio scelto per la giornata, che si inserisce in un contesto ancora segnato da tragedie. Solo pochi giorni fa, il 24 dicembre, oltre cento persone avrebbero perso la vita nel Mediterraneo centrale a seguito dell’affondamento di un’imbarcazione partita dalla Libia.
La commemorazione di Bivona si è così confermata come un momento di memoria collettiva e di richiamo alla coscienza, nel ricordo di chi non ce l’ha fatta nel tentativo di costruire un futuro migliore.










