Un modo per raccontare la storia del celeberrimo Mimmo Rotella nel ventennale della sua scomparsa
di Francesco Stanizzi
In occasione del ventennale della scomparsa di Mimmo Rotella, grande partecipazione al Supercinema di Catanzaro per la proiezione del film “Rotella fuori Posto” agli studenti del Polo Liceale Siciliani de Nobili di Catanzaro. Un evento voluto dalla dirigente scolastica Filomena Maria Folino, che conferma il suo impegno nel promuovere iniziative di alto livello formativo per gli alunni.
In questo caso, il percorso educativo che la dirigente sostiene tende a far conoscere la storia del massimo artista catanzarese, attraverso questa opera cinematografica prodotta da un gruppo di enti e di professionisti tra cui il Comune di Catanzaro, la Fondazione Rocco Gugliemo, la Cineteca della Calabria, il Cineclub Cinemazaro, la Zatitaproduktion, l’Accademia di Belle Arti, il Liceo artistico di Catanzaro, l’istituto d’arte di Squillace, coordinati dalla Cineteca della Calabria, che hanno voluto ricordare questa straordinaria figura del ‘900 partita dalla città dei tre colli, offrendo agli studenti occasioni di crescita, riflessione e arricchimento culturale.

Nella Città di Catanzaro, luogo di nascita dell’artista Mimmo Rotella, si susseguono strani avvenimenti fantastici. Volano via degli uccelli dal pannello di piazza Prefettura, un poema fonetico si propaga tra le macchine strombazzanti in fila, dalla marmitta di un’automobile un bimbo percepisce il suono di una poesia epistaltica, un vento sovrannaturale scuote le tende della Casa della memoria, il museo in cui sono custoditi gli oggetti e le opere dell’artista. I riferimenti visivi e onomatopeici rappresentano il richiamo senza tempo dell’arte contemporanea e della importante eredità lasciata dal genio di Mimmo Rotella, uno dei più grandi e riconosciuti esponenti della pop-art mondiale.
È questo l’incipit del film “ Rotella Fuori Posto” di Eugenio Attanasio, scritto e sceneggiato insieme a Davide Cosco, che ci porta nella dimensione straordinaria dell’arte contemporanea del ‘900, che sembra ieri, ma appartiene già al secolo e al millennio passato. Formidabile la promozione a livello internazionale della Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio, grazie all’opera di divulgazione portata avanti negli anni dal giornalista Francesco Stanizzi.

Nel film una parte importante rappresenta la storia del movimento artistico al quale aderì l’artista catanzarese, attraverso estratti documentari sul decennale del Nuovo Realismo, girati da Mario Carbone, ricco di straordinarie performance di personalità di spicco come Christò, che impacchettava i monumenti, o le straordinarie macchine autodistruggenti di Jean Tinguely, oltre che naturalmente ai decollage Rotelliani.
Il regista Eugenio Attanasio è annoverato fra i primi e più prestigiosi operatori culturali che hanno meritato il Premio Mar Jonio fondato da Luigi Stanizzi, ma i riconoscimenti allo stesso Attanasio travalicano i confini calabresi e italiani per espandersi a livello internazionale, come – solo per fare alcuni esempi – in Corsica, negli Stati Uniti e in Russia.
Nell’ambito delle celebrazioni rotelliane a Catanzaro, in questi giorni si registrano numerosi visitatori al Parco Internazionale della Scultura – Parco della Biodiversità Mediterranea, dove è collocato un apprezzatissimo ritratto in bronzo di Mimmo Rotella eseguito dal famoso scultore Luigi Verrino, amico personale per oltre mezzo secolo dell’inventore del decollage.

Uno scorcio di grande suggestione visiva il film, che parla anche del grande mentore di Mimmo Rotella, quel Pierre Restany che nel 1960 aveva fondato il movimento assieme ad altri artisti come Yves Klein e Cesar. Poi l’avventura americana che era servita a Rotella per capire che avrebbe trovato un ruolo determinante però in Europa. È lo storico dell’arte Tommaso Trini che scandisce il tempo della narrazione documentaria, cercando di dare anche delle risposte al senso e all’importanza dell’arte contemporanea, in una società tecnologica ed economica come la nostra, dove la figura dell’artista sembra confinata ad una assoluta lateralità. Soffermandosi in particolare sul decollage, del quale Mimmo Rotella fu l’esponente più famoso.
La vicenda narrativa si apre sul ritorno nel natio borgo selvaggio di un professore di disegno, interpretato da un grande Alessandro Haber, che vive nel ricordo della figura di Mimmo Rotella, tracciando un consuntivo della sua esistenza, tra delusioni amorose e mancata carriera. Così incontra un artista – che è anche metafora di una parte di sé – con il quale dibatte filosoficamente circa il ruolo dell’artista nel nostro tempo, e sull’insegnamento dell’arte contemporanea. Il lavoro ha il merito di porre questi interrogativi, sempre presenti nel dibattito odierno sull’arte contemporanea, partendo dalla Grecità classica in cui la parola arte era sinonimo di tecnica, con un esplicito riferimento alla figura del demiurgo platonico, interpretata dall’artista catanzarese Saverio Rotundo. Personaggi realmente esistiti, come il sarto, interpretato da Andrea Borrelli, e altri completamente inventati come l’oste, ultima prova recitativa del compianto Maurizio Comito, si alternano nel raccontare il personaggio, l’uomo, il mito di Mimmo Rotella, l’artista diventato emblema di una città, dalla quale però è dovuto partire. Il titolo, infatti allude al luogo dal quale ogni artista deve andare via per conoscere e confrontarsi con il mondo, per affrontare le avventure della vita, e poi tornare con una nuova consapevolezza.
Al lavoro hanno partecipato gli attori Eugenio Masciari, Diego Verdegiglio, Paolo Turrà, PinoTorcasio, Adele Fulciniti, Domenico Levato, Paolo Formoso, Anna Macrì, Alessandro Pastina, Tonino Angeletti.









