Nel primo caso è stata interrotta l’attività, nel secondo si è proceduto con il sequestro preventivo dell’intera area interessata, includendo nel provvedimento anche le attrezzature e i macchinari utilizzati per l’attività di molitura
Appena due giorni fa, la Guardia Costiera di Vibo Valentia e di Pizzo, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ed il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, con il supporto e contributo tecnico scientifico dell’Arpacal di Catanzaro avevano riscontrato delle irregolarità, riconducibili alla gestione non conforme delle acque di vegetazione, in quattro frantoi lametini, è di oggi la notizia che il Gruppo Forestale dei Carabinieri di Catanzaro intensificando l’attività di monitoraggio sul territorio provinciale per verificare il rispetto delle normative ambientali all’interno dei frantoi oleari, ha scoperto due frantoi che sversavano reflui nel terreno.
Nel comune di Girifalco, i militari del Nucleo Forestale hanno accertato la presenza di un impianto che procedeva allo scarico di acque reflue industriali e di vegetazione in totale assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Il tempestivo intervento dei Carabinieri ha permesso di interrompere questa attività prima che il riversamento dei residui di lavorazione potesse compromettere ulteriormente l’integrità delle risorse naturali circostanti. Al titolare è stata comminata una sanzione amministrativa pari a 2.500 euro.
Un intervento di maggiore gravità è stato eseguito lungo la fascia costiera tirrenica, dove i Carabinieri Forestali di Nocera Terinese e Lamezia Terme hanno operato con il supporto dell’Arma territoriale. Durante le ispezioni è stata scoperta una gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi. Nello specifico, le acque reflue industriali venivano sversate direttamente su un suolo permeabile all’interno di un fosso di scolo privato, senza alcun tipo di trattamento o autorizzazione legale.
Data la pericolosità della condotta e il rischio concreto per l’ambiente, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intera area interessata, includendo nel provvedimento anche le attrezzature e i macchinari utilizzati per l’attività di molitura.








