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L’ex sindaco di Capistrano, comune sciolto per infiltrazioni mafiose, condanna l’eccessivo utilizzo delle commissioni d’accesso

Capistrano propone un nuovo modello di legalità: la “blindatura” amministrativa voluta dal sindaco Martino

da redazione
3 Febbraio 2026
in politica
Tempo di lettura: 3 minuti
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Capistrano prova a trasformare una ferita istituzionale in un’occasione di riscatto, scegliendo la strada della legalità strutturata, dei controlli rigorosi e della trasparenza

Capistrano volta pagina e lo fa con una scelta forte, chiara e senza precedenti. A poche settimane dal rinnovo degli organi politici e dall’insediamento della nuova amministrazione guidata dal sindaco Marco Pio Martino, rieletto dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, l’ente si appresta a varare una profonda riforma interna orientata alla massima tutela della legalità e della trasparenza.

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Una vera e propria “blindatura” delle procedure amministrative, pensata per sbarrare definitivamente la strada a ogni possibile condizionamento della criminalità organizzata. Al centro dell’iniziativa, approvata con grande celerità dall’amministrazione comunale, vi è la richiesta di supervisori ministeriali chiamati a controllare e coadiuvare le attività delle diverse aree comunali. Un passaggio ritenuto fondamentale, tanto da essere considerato un segnale concreto di buon senso e responsabilità nella gestione della macchina burocratica.

In particolare, l’applicazione dell’articolo 145 viene indicata come elemento cardine della nuova impostazione amministrativa: uno strumento che certifica la volontà di instaurare una collaborazione fattiva e trasparente con gli organismi istituzionali, a partire dal Ministero dell’Interno, per prevenire ogni forma di interferenza illecita.

A distanza di poche settimane dall’inoltro della richiesta ministeriale, il Comune è inoltre in procinto di approvare un “super regolamento” antimafia, destinato a diventare una vera e propria architrave del nuovo corso amministrativo. Come si legge nel comunicato stampa ufficiale, il regolamento sarà trasmesso ai responsabili delle aree comunali con l’intimazione di applicarlo in maniera rigorosa e minuziosa, prevedendo, ove necessario, anche informative alle autorità giudiziarie.

Una rivoluzione che, chiarisce l’amministrazione, non punta a burocratizzare i servizi, ma a rafforzare i controlli e a rendere impermeabile l’ente pubblico a pressioni esterne. All’interno del regolamento sono contenute numerose direttive operative, tra cui:

  • Controllo e vigilanza attraverso l’utilizzo di software di analisi e condivisione dati per monitorare imprese e appalti pubblici;
  • Individuazione dei cosiddetti “reati spia”, come fatturazioni gonfiate, pagamenti in contanti, passaggi sospetti di quote societarie o intestazioni fittizie;
  • Rafforzamento del sistema delle White List, con iscrizione volontaria delle imprese operanti nei settori più sensibili, come quello dei rifiuti;
  • Contrasto agli appalti irregolari, con verifiche antimafia stringenti, fino alla revoca o rescissione dei contratti;
  • Gestione e valorizzazione dei beni confiscati, attraverso consorzi, fondi dedicati e amministrazione giudiziaria;
  • Tavoli di collaborazione istituzionale tra enti locali, associazioni di categoria, Prefettura e Tribunali;
  • Misure patrimoniali mirate, come sequestro, confisca e amministrazione giudiziaria dei beni;
  • Promozione di uno Sportello della Legalità e della Giustizia;
  • Condivisione dei dati delle pubbliche amministrazioni e utilizzo delle fonti aperte per i controlli antimafia;
  • Adozione di software di analisi criminale per individuare imprese a rischio di condizionamento mafioso;
  • Buone pratiche per il riutilizzo sociale dei beni sequestrati e confiscati, con obbligo di pubblicazione degli elenchi e assegnazioni provvisorie;
  • Promozione di consorzi di Comuni e del ruolo dell’amministrazione pubblica come mediatore nel riuso sociale dei beni.

Particolare attenzione viene riservata anche al settore della cantieristica, con l’obbligo per le imprese appaltatrici di comunicare i veicoli utilizzati, spesso oggetto di irregolarità: mezzi non revisionati, sovraccarichi o condotti da personale non regolarmente assunto. Controlli frequenti e la trasmissione delle “liste di controllo” agli investigatori specializzati rappresentano, secondo l’amministrazione, un primo passo concreto per contrastare la presenza mafiosa nei cantieri.

«Non sarà l’ultima iniziativa – fa sapere il sindaco Marco Pio Martino – ma solo l’inizio di un percorso di vera stabilità. L’obiettivo è costruire un modello di eccellenza che possa diventare un punto di riferimento per l’intero panorama provinciale e regionale».

Capistrano prova così a trasformare una ferita istituzionale in un’occasione di riscatto, scegliendo la strada della legalità strutturata, dei controlli rigorosi e della trasparenza come pilastri di una nuova stagione amministrativa.

Tags: blindaturacapistranoinfiltrazioni mafioselegalitàmodellosindaco

redazione

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