Il riconoscimento per le attività di ricerca, studio e promozione svolte in riferimento alla pratica devozionale “U passaggiu de Vuti alla Madonna del Soccorso”
Come si legge nella comunicazione inviata dal Presidente della Pro Loco, Soccorso Capomolla, al Sindaco, Antonio Giacomo Lampasi, e al Parroco, Don Angelo Facciolo, l’ambìto riconoscimento è motivo di soddisfazione non solo per l’associazione ma per l’intera comunità monterossina, che vede – così – esaltato uno dei suoi valori identitari più sentiti, perché connesso al culto della Madonna del Soccorso, co-Patrona di Monterosso.
La cerimonia di assegnazione del Marchio avrà luogo il 18 marzo, a Roma presso la Camera dei Deputati (Palazzo Montecitorio, Sala della Lupa).
L’assegnazione del Marchio corona un’intensa attività di ricerca, studio e promozione che la Pro Loco, sin dalla sua costituzione, ha svolto sulla pratica devozionale.
L’uso di consumare pani-dolci devozionali antropomorfi (cioè con forma umana) è presente ancora oggi in tutte le popolazioni europee ed extraeuropee, usanze che derivano da quelle degli etruschi, dei greci e dei romani. Pani-dolci che si preparano e si consumano prevalentemente nel mezzogiorno d’Italia, dove la tradizione si mantiene molto viva nelle sue forme ritualistiche.
Si tratta di dolci cerimoniali a significare la festa, segni che diventano comunicazione, veicolo dei significati dell’anima del credente che, nelle forme diverse, comunicano alla Madonna la propria intenzione: diventare madri, conforto durante il viaggio, guarire dalla malattia. In quest’alveo di Pietà Popolare, s’inseriscono i “Vuti” alla Madonna del Soccorso di Monterosso Calabro.

La Pratica Devozionale si svolge in occasione della Festa in onore della Vergine del Soccorso, che si tiene ogni prima domenica del mese di luglio. Si tratta di un commovente momento di Pietà Popolare: molti fedeli e devoti, in segno di ringraziamento per grazia ricevuta ovvero quale corollario di richiesta di grazia, “passano” davanti la Sacra Effigie, offrendo “u vutu”, un dolce che, di volta in volta, assume sembianze di immagine della Madonna, di particolari della statua (la corona, la sacra mazza, ecc.) o anche di parti corporee (quando la grazia è connessa allo stato di salute del/della richiedente). Si registrano oltre 400 “passaggi”.
L’ex voto tipico e legato alla tradizione è comunque il cosiddetto “Presienti”. Si tratta di un dolce fatto con lievito madre e splendidamente decorato, che assume sembianze di “un abbraccio”; viene riprodotto in numero dispari (generalmente tre/cinque pezzi) e posizionato nella “cofinejhia”, un cesto in vimini per l’occasione arricchito e ricoperto con preziose “tuvagghie” fatte al telaio.
La composizione viene fatta in modo tale che “u presienti” assuma l’immagine della corona che la Madonna porta in testa. “U presienti” è l’unico ex voto che viene “passato” davanti la Sacra Effigie portandolo sulla testa, sia dalle donne sia dagli uomini.
Evidenti i riferimenti simbolici. L’abbraccio, infatti, è la rappresentazione popolare dell’amore materno della Vergine verso la Comunità. Le “preziosità” alimentari e quelle dei materiali di allestimento dell’ex voto sono la rappresentazione popolare della grande devozione verso la Madonna.











