Servirà una reazione immediata, soprattutto sul piano mentale, perché il rischio di trasformare questa stagione in un’agonia sportiva è concreto
Adesso il tempo degli alibi è finito. La Vibonese affonda in terra siciliana, travolta 4-0 dal Milazzo. Una sconfitta pesante nel punteggio e, soprattutto, nell’atteggiamento. La classifica, sempre più corta nella zona calda, impone ora ai rossoblù di guardarsi alle spalle: le sabbie mobili dei playout sono a poche lunghezze e fanno sempre più paura.
Il Milazzo parte con il piede sull’acceleratore e dopo appena sette minuti è già avanti: Runza trova il varco giusto e batte Marano, gelando subito le ambizioni vibonesi. Eppure l’approccio dei rossoblù non era stato negativo. Ma è stata un’illusione. I siciliani spingono con continuità: Pipitone sfiora il raddoppio al 17’, e la sensazione è che il gol sia solo rimandato. Tra il 29’ e il 36’ il match si chiude definitivamente: prima Cassaro svetta di testa su calcio d’angolo per il 2-0, poi Galesio – ancora su palla inattiva – firma il tris. Tre reti nei primi 36 minuti che raccontano meglio di ogni parola il dominio locale.
La Vibonese soffre terribilmente sui calci piazzati e, più in generale, balla in difesa. Emblematico il quasi 4-0 firmato da Currò al 40’, con Marano costretto agli straordinari per evitare un passivo ancora più umiliante già all’intervallo.
Nella ripresa Capodicasa prova a cambiare qualcosa inserendo forze fresche, ma il copione non muta. Il Milazzo gestisce con ordine, forte di una squadra solida che in casa costruisce gran parte delle proprie fortune e che si conferma a ridosso della zona playoff. La Vibonese, invece, è sterile, imprecisa, incapace di rendersi realmente pericolosa.
Nel recupero arriva anche il colpo di grazia: il neoentrato La Spada firma il 4-0 che rende il passivo ancora più pesante e certifica una disfatta totale.
È il terzo risultato negativo consecutivo per la Vibonese. La squadra è sembrata volenterosa solo a tratti, ma complessivamente allo sbando, fragile mentalmente certamente influenzata dalle note vicende societarie che non aiutano a trovare serenità.
Il girone I non concede pause e ogni giornata può riscrivere equilibri in alto e in basso. Per i rossoblù, però, ora la priorità è una sola: evitare di essere risucchiati definitivamente nella bagarre playout. Servirà una reazione immediata, soprattutto sul piano mentale, perché il rischio di trasformare questa stagione in un’agonia sportiva è concreto.







