Il problema noto dei fossi e il timore che torni d’attualità. In attesa di azioni concrete, la memoria delle peggiori alluvioni mentre incombe l’allerta arancione
Il mare agitato, onde alte e due torrenti che crescono a vista d’occhio: è questo il quadro che molti abitanti di Vibo Marina raccontano in queste ore, con preoccupazione. Soprattutto nei pressi del fosso Antonucci e del fosso Labadessa la tensione è alle stelle. Secondo i residenti, i canali stanno lavorando in piena e avrebbero difficoltà a scaricare verso il mare, perché lo sbocco sarebbe ostruito e il mare stesso è troppo mosso.
Una testimonianza collettiva che si aggiunge alle immagini e ai video che circolano tra i cittadini: acqua che scorre in modo impetuoso, detriti che ostruiscono i passaggi, la costa sbattuta da onde alte. Queste segnalazioni arrivano in un momento in cui la zona ha già visto gli effetti di una stagione di maltempo intensa.



La sensazione di abbandono è forte: la popolazione percepisce che nessuno dell’amministrazione comunale interviene in modo tempestivo e visibile, mentre la natura mostra i suoi fianchi più fragili. Se non si libera lo sbocco, l’acqua non ha dove andare. L’allarme è concreto.
Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, se la situazione meteorologica dovesse peggiorare ulteriormente, il rischio di esondazioni o di danni a abitazioni e attività commerciali rimane alto. La comunità di Vibo Marina, già provata dalla storia recente e da eventi passati, continua a osservare il mare e i fossi con timore, desiderosa di vedere finalmente una risposta organizzata e istituzionale. Un’azione rapida potrebbe non solo ridurre il rischio concreto di danni, ma anche ridare un po’ di fiducia a chi, in questa zona, quando piove, sa bene che l’emergenza non è mai davvero lontana.











