Quinta sconfitta consecutiva e zero gol nelle ultime cinque gare per i rossoblù all’esordio di Fanello in panchina. Decide una gara subito in salita, ma ora arrivano tre scontri diretti fondamentali per la salvezza
Allo stadio Luigi Razza passa il Savoia, ma per la Vibonese, nonostante la quinta sconfitta consecutiva, resta uno spiraglio di speranza in vista di un marzo che sarà decisivo.
Era una sfida proibitiva e lo si sapeva, soprattutto per il valore dell’avversario. Ma i numeri adesso pesano: cinque ko di fila e, dato ancora più allarmante, zero gol segnati nelle ultime cinque uscite. Un digiuno che racconta bene il momento complicato dei rossoblù.
Quella contro i campani era anche la partita dell’esordio in panchina per il nuovo tecnico, il terzo di questa stagione, Danilo Fanello. Un battesimo tutt’altro che semplice, contro una squadra costruita per i piani alti della classifica.
Fanello si affida a un 3-5-2 di base, cercando solidità e compattezza. Il Savoia risponde con un prepotente 3-4-2-1 e con l’atteggiamento di chi vuole imporre il proprio gioco sin dalle prime battute. E infatti la gara prende subito la strada che non volevi.
Dopo appena cinque minuti, gli ospiti passano: punizione dal limite battuta da Guida, sulla conclusione Sasanelli tocca involontariamente con la mano e l’arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri va lo stesso Guida che spiazza Marano per lo 0-1.
La Vibonese, però, non si disunisce. All’11’ prova a rispondere con la stessa arma: calcio piazzato dal limite affidato a capitan Balla. La sua conclusione esce di pochissimo, sfiorando la traversa e facendo trattenere il fiato al “Razza”. Al 16’ ancora Balla, questa volta dai trenta metri, lascia partire un destro violento che costringe Iuliano a rifugiarsi in corner. Sono lampi, segnali di vitalità in una fase in cui sarebbe stato facile sbandare.
Nella ripresa Fanello prova a cambiare qualcosa, cercando più presenza offensiva e maggiore pressione sugli esterni. Ma è il Savoia a dare sempre l’impressione di poter colpire, soprattutto sui calci piazzati. La Vibonese resta in partita, lotta, si sacrifica, ma continua a pagare l’assenza di concretezza negli ultimi sedici metri.
Il colpo di grazia arriva al 90’, con la firma dell’ex di turno Favetta che chiude definitivamente i conti. È il 2-0 che spegne le residue speranze di rimonta e certifica una sconfitta che fa male, ma che non cancella del tutto quanto di buono, a tratti, si è visto in termini di atteggiamento.
Adesso, però, il tempo delle analisi lascia spazio a quello delle risposte. Marzo metterà davanti alla Vibonese tre scontri diretti consecutivi per la salvezza. Saranno quelle le partite della verità, dove conteranno cuore, nervi e fame di punti.
La classifica preoccupa e il digiuno offensivo è un macigno, ma l’esordio di Fanello ha mostrato una squadra viva, più corta e determinata a non arrendersi. Per salvarsi servirà ritrovare il gol, ma soprattutto la fiducia. E quella, al di là del risultato, può nascere anche da una sconfitta contro un avversario più attrezzato.
La Vibonese è chiamata a rialzarsi subito. Perché il campionato non aspetta, ma la salvezza è ancora lì, a portata di mano.










