Era stato trasferito dal carcere di Lanciano, presso l’ospedale abruzzese, a causa del progressivo aggravarsi delle sue condizioni di salute.
È morto nell’ospedale di Pescara Nazzareno Fiorillo “U Tartaru”, il 61enne ritenuto il capo dei “Piscopisani”, era stato trasferito presso il nosocomio abruzzese a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Il suo nome è stato al centro di numerose indagini della magistratura antimafia soprattutto in relazione alla contrapposizione al clan Mancuso di Limbadi, storicamente considerato una delle articolazioni più influenti della ‘ndrangheta calabrese.
Fiorillo era ritenuto una figura di primo piano nella gestione degli equilibri interni e delle strategie del gruppo. Il soprannome “U Tartaru” si trovava spesso nelle carte giudiziarie e nelle cronache relative alle attività investigative in provincia di Vibo Valentia.
L’uomo di trovava in carcere a seguito di una condanna definitiva a 11 anni di reclusione giunta al termine del processo denominato “Rimpiazzo”, celebrato con rito abbreviato. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, aveva fatto luce sulle dinamiche della criminalità organizzata nel Vibonese, ricostruendo presunti assetti e rapporti di forza tra diversi gruppi attivi sul territorio.









