Dopo la pioggia, la vita. Finirà la furia del mare, il sole asciugherà ogni cosa e poi torneremo a vivere
di Franco Cimino
Passerà questo lungo inverno di alluvioni e mareggiate
L’acqua non cadrà come bomba sui tetti delle case e i sui corpi delle persone stanche.
Non sfarinerà le montagne Ed esse non si abbatteranno sulle strade e sulle vite come un fiume nero impetuoso
Il mare non si alzerà fino al cielo e scuro di verde castagno non scuoterà le coste, non scalfirà gli scogli, non accorcerà la rena. E non coprirà di sé strade e magazzini e case
Tornerà la bella stagione e il sole risplenderà, asciugando la terra, la pelle e gli occhi.
Gli uomini e le donne scenderanno nelle strade e festeggeranno nelle piazze. Balleranno e canteranno come quel tempo dimenticato dei balconi. E in casa attenderanno gioiosi la loro festa per brindare di ciascuno al buon inizio.
I bambini torneranno a scuola, nei cortili e gli sterrati, e sui campi di gioco. Riprenderanno a sentirsi campioni del pallone o di qualsiasi altra impresa.
Specialmente i più piccoli ai quali il temporale e la mareggiata avrà distrutto i giochi e la PlayStation delle guerre, violenti sostituti dei fumetti antichi e di quei vecchi combattimenti tra Bianchi e indiani.
Niente più nemici virtuali da distruggere. Niente più aerei che si scontreranno nel cielo. E niente più rumori assordanti di armi micidiali che illuminano dal display sulla la stanza. Arriverà l’estate e andremo al mare e lo nuoteremo fin quando non ci saremo stancati
O fin quando dal punto più lontano, guardando a riva, non ricorderemo la nostra mamma che ci chiedeva ad alta voce di tornare, perché il mare è pericoloso.
Le mamme amano il mare, ma lo temono solo quando i figli si allontanano nuotandolo o navigando. Tornerà, dopo questo lungo inverno di alluvioni e mareggiate, la Primavera. Ma che ci resti a lungo per farcela sentire respirare.
E colorare dei suoi fiori e dei nostri colori.










