Itinerari di vacanza suggeriti dalla giornalista esperta nel settore dei viaggi e delle crociere, per i lettori di ViViPress
di Liliana Carla Bettini
Ci sono luoghi in cui la natura non si limita a farsi ammirare: pretende silenzio.
La Trollstigen, in Norvegia, è uno di questi.
Il nome significa “Scala dei Troll”, e basta percorrerla una volta per capire perché.
Undici tornanti stretti come fili d’argento si arrampicano lungo una parete di roccia quasi verticale, tra cascate impetuose e vallate profonde. È una strada che sembra disegnata da un gigante capriccioso.
Un paesaggio che sembra una fiaba nordica. Qui ogni curva è una rivelazione. Ogni tornante regala un nuovo punto di vista sulla valle, sulle cascate e sulle montagne. Salendo, si ha la sensazione di entrare in un mondo sospeso tra terra e mito.

Le montagne che la circondano hanno forme irregolari, quasi umane. Sembrano giganti immobili, colti all’improvviso dalla luce dell’alba.
La Trollstigen si trova nella contea di Møre og Romsdal, nella Norvegia occidentale. La valle è dominata da cime spettacolari come il Re, la Regina e il Vescovo – montagne che, nella fantasia popolare, non sono semplici rocce ma antichi troll trasformati dalla luce del sole.
Secondo la mitologia scandinava, i troll sono creature selvagge, abitanti delle montagne e delle foreste. Si dice che temano la luce: all’alba, chi non riesce a nascondersi si tramuta in pietra. Nelle saghe nordiche si racconta che i troll vivano nelle profondità delle montagne e che il sole li trasformi in pietra.
Guardando le cime frastagliate sopra la valle, viene naturale pensare che siano proprio loro: creature selvagge, sorprese dal giorno, condannate a restare immobili per l’eternità.


La cascata Stigfossen accompagna l’ascesa con il suo fragore, scendendo per oltre 300 metri lungo la parete rocciosa. In primavera e in estate, quando la neve si scioglie, l’acqua diventa impetuosa, creando una nebbia sottile che avvolge i tornanti in un’atmosfera quasi irreale.
Si parte da Åndalsnes, piccola città incastonata nella valle di Romsdalen, dove le pareti verticali sembrano sfidare il cielo.
Poi la strada inizia a salire, sempre più stretta, sempre più audace. Ogni tornante è una rivelazione: la valle che si allontana, il verde che si fa più intenso, l’acqua che brilla come argento.
Quando si arriva in cima, il mondo sembra fermarsi.
La piattaforma panoramica sospesa nel vuoto regala una vista che toglie il fiato: la strada appena percorsa appare minuscola, un ricamo sottile inciso nella roccia.
È in quel momento che si comprende la potenza del paesaggio norvegese. Non c’è bisogno di effetti speciali.
La natura qui è già epica.


Dall’altro lato, la discesa conduce verso Valldal, terra di fiordi profondi e fragole dolcissime, porta d’accesso al maestoso Geirangerfjord, dove l’acqua penetra nella terra come un respiro lento e millenario.
La Trollstigen è aperta solo per pochi mesi all’anno. L’inverno la copre di neve e silenzio, come se la montagna volesse riprendersi ciò che le appartiene. Forse è giusto così.
Alcuni luoghi devono restare selvaggi, quasi inaccessibili, per conservare il loro incanto.
Percorrerla non significa solo spostarsi da un punto all’altro. Significa sentirsi piccoli, vulnerabili, e incredibilmente vivi. Significa capire che certe strade non collegano soltanto luoghi, ma emozioni.
E, mentre il vento continua a soffiare tra le rocce, viene quasi da sussurrare che forse i troll non se ne sono mai andati.
Forse stanno solo aspettando che il sole tramonti.








