Quattro province su 5 e quasi tutti i grandi centri dicono No. L’eccezione è la Provincia di Reggio Calabria, ma a Gerace, il paese di Gratteri, il No arriva al 67%
La Calabria ha scelto, e lo ha fatto in linea con il resto d’Italia.
Il referendum sulla riforma della giustizia si chiude con il No al 57,23%, mentre il Sì si ferma al 42,77%. Un dato ancora più marcato rispetto alla media nazionale.
Quattro province su cinque hanno detto No, Cosenza la più convinta.
A Cosenza il No va oltre il 63%, segnando il dato più alto dell’intera regione. In provincia di Catanzaro il No si avvicina al 60%, mentre Crotone e Vibo Valentia confermano la linea con percentuali rispettivamente sopra il 58% e il 56%.
Solo la provincia di Reggio Calabria rompe lo schema, con il Sì che supera il 53%.
Le città capoluogo confermano il trend: il No è maggioranza ovunque
A Catanzaro città il No supera il 61%, a Cosenza città arriva oltre il 66%, mentre a Crotone e Vibo Valentia resta stabilmente sopra il 56%. Dati simili a Corigliano-Rossano e a Lamezia Terme.
Reggio Calabria città, invece, resta in bilico, con il Sì avanti solo di misura. Ma nella Piana di Gioia Tauro il quadro cambia: a Rosarno vittoria schiacciante del Sì con il 72% a Gioia Tauro il Sì supera il 66%.
In effetti, l’entroterra mostra segnali di controtendenza
Nel Crotonese a Cutro e Isola Capo Rizzuto, il Sì prevale rispettivamente con oltre il 57% e il 55%.
Nel vibonese a Nardodipace il Sì supera il 70%; vittoria larga anche a Sorianello e Fabrizia, di misura a Soriano, Stefanaconi e San Gregorio d’Ippona. Per il resto il No prevale quasi ovunque: a Limbadi, Nicotera, Tropea, Mileto e Sant’Onofrio.
C’è poi la curiosità di Gerace, paese d’origine di Nicola Gratteri, dove il No supera il 67%.
Dicono no anche Locri e Siderno.










