Il Rettore dell’Istituto di Criminologia Saverio Fortunato conferisce il Sigillum Honoris al giudice Stefano Vitelli
di Domenico Nardo
Venerdì 27 marzo, alle ore 10, nella sede dell’Istituto Criminologia.it in Piazza Garibaldi 9 a Vibo Valentia, si terrà un evento di rilievo culturale e accademico dedicato al caso giudiziario che più di altri ha segnato il dibattito italiano degli ultimi anni: il delitto di Garlasco.
Protagonista dell’incontro sarà il giudice Stefano Vitelli, autore del volume “Garlasco, Il Ragionevole Dubbio”, un’opera che ripercorre con rigore giuridico e profondità umana le fasi del processo che lo vide, in primo grado, assolvere Alberto Stasi. Il libro, già al centro dell’attenzione nazionale, offre una riflessione ampia sul ruolo del dubbio nel processo penale e sulla responsabilità del giudice di fronte a casi mediaticamente complessi
Nel corso dell’evento, il Rettore Saverio Fortunato conferirà a Stefano Vitelli il Sigillum Honoris, la massima onorificenza dell’istituzione. Un gesto che intende valorizzare non solo la competenza giuridica del magistrato, ma anche il suo contributo al dibattito pubblico sulla giustizia, sulla metodologia investigativa e sulla comunicazione giudiziaria.

Il Sigillum Honoris rappresenta un riconoscimento riservato a figure che, attraverso il proprio lavoro, hanno saputo distinguersi per integrità, impegno civile e valore scientifico.
A moderare l’incontro sarà Fausto Malucchi, docente di Diritto Penale e Prorettore dell’Istituto. La sua presenza garantirà un dialogo tecnico ma accessibile, capace di guidare il pubblico attraverso i nodi giuridici, investigativi e criminologici che il caso Garlasco continua a sollevare.
L’evento è a ingresso riservato, a conferma della sua natura accademica e della volontà di creare uno spazio di confronto serio, rigoroso e rispettoso della complessità del tema. Per informazioni è disponibile il numero 380.1795682.
La presentazione del libro di Vitelli non è solo un momento di divulgazione, ma un invito a riflettere sul significato profondo del “ragionevole dubbio” come presidio di garanzia e come bussola etica del giudicare. In un’epoca in cui i processi mediatici rischiano di sovrapporsi a quelli reali, l’incontro di Vibo Valentia si propone come un contributo prezioso alla cultura giuridica e alla formazione delle nuove generazioni di studiosi della criminologia










