Aveva assunto un ruolo di primo piano nell’ambito di un “cartello d’imprese” coinvolte nell’operazione “INTER NOS” che aveva fatto luce su un giro di appalti pubblici truccati nel settore delle pulizie e delle sanificazioni nelle strutture sanitarie
Il Comando Provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O. e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale che dispone la confisca di società, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato di oltre 6 milioni di euro nei confronti di un imprenditore reggino che aveva assunto un ruolo di primo piano nell’ambito di un “cartello d’imprese” coinvolte nell’operazione “INTER NOS” che aveva fatto luce su un giro di appalti pubblici nel settore delle pulizie e delle sanificazioni nelle strutture sanitarie reggine che di fatto aveva portato all’eliminazione di ogni forma di concorrenza, ottenendo così indebitamente il monopolio assoluto di questo settore di mercato.
A tal fine, sarebbe stata costituita una “cassa comune” nella quale ciascun imprenditore avrebbe versato il proprio contributo finanziario destinato, da un lato, a corrompere i funzionari pubblici compiacenti e, sotto altro versante, a elargire pagamenti alle cosche di `ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo, alle quali bisognava rivolgersi per poter lavorare sul territorio dove queste ultime compagini esercitavano la propria influenza criminale.
In molti casi, questi pagamenti sarebbero continuati anche dopo il pensionamento dei pubblici funzionari corrotti, nella speranza che “questi potessero mediare con i nuovi funzionari” in favore degli imprenditori associati, anche mediante un rodato meccanismo di proroghe.
Per questi motivi, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di una società cooperativa, delle quote di una società a responsabilità limitata (entrambe esercenti principalmente l’attività di “pulizia generale non specializzata di edifici”), di un immobile e un conto corrente per un valore complessivamente stimato in 6 milioni e 100 mila euro









