Esperti a confronto in un incontro che si è svolto alla fattoria Junceum di Vibo Valentia, sede de “La Goccia”
La formazione come pilastro fondamentale per garantire qualità, efficacia e sicurezza negli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). È questo il tema centrale emerso durante l’incontro ospitato alla fattoria Junceum, sede operativa dell’associazione “La Goccia”, che ha riunito esperti del settore e aspiranti professionisti interessati a intraprendere un percorso in un ambito sempre più richiesto.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Partiamo dall’Apice”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e si rivolge a diverse figure sanitarie e socio-educative – psicologi, psicoterapeuti, veterinari, logopedisti, fisioterapisti e medici specialisti – chiamate oggi a integrare approcci innovativi nei percorsi clinici e riabilitativi.
Tra i relatori, il presidente provinciale dell’Ordine dei veterinari Francesco Massara che ha sottolineato l’importanza di creare una connessione tra il mondo animale e le fragilità umane, in particolare nei giovani con difficoltà sanitarie o social: «L’obiettivo – ha spiegato – è sensibilizzare e intervenire su situazioni complesse attraverso un lavoro sinergico tra veterinari e neuropsichiatri».

Di grande rilievo anche l’intervento di Michele Panzera, presidente del Centro universitario per gli Interventi Assistiti dell’Università di Messina, che ha evidenziato il valore terapeutico della relazione uomo-animale. «Gli IAA rappresentano una modalità strutturata di cura e supporto – ha affermato – capace di agire nel disagio giovanile, nell’età evolutiva e nei pazienti anziani fragili. Grazie alle capacità empatiche degli animali e alla comunicazione non verbale, è possibile favorire l’autostima e migliorare la relazione con il paziente».
Sulla necessità di una formazione rigorosa si è soffermato anche il neuropsichiatra infantile Bruno Risoleo: «Non ci si può improvvisare in questo ambito. Gli Interventi Assistiti hanno basi scientifiche precise e devono seguire linee guida ben definite. Non sostituiscono le terapie tradizionali, ma le integrano offrendo un valore aggiunto nei percorsi di cura, soprattutto per i più piccoli».

A ribadire il ruolo centrale della multidisciplinarità è stato Michele Napolitano, presidente dell’associazione “La Goccia”: «Gli interventi assistiti con gli animali rappresentano un elemento chiave dell’agricoltura sociale. Questa iniziativa – ha spiegato – contribuisce a costruire percorsi di alta formazione e specializzazione, in linea con le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, creando nuove opportunità professionali e lavorative a favore delle persone fragili».
La fattoria Junceum si conferma così un punto di riferimento per la promozione di pratiche inclusive e orientate al benessere. Un luogo dove teoria e pratica si incontrano e dove la relazione uomo-animale, inserita in un contesto naturale e rispettoso degli equilibri, diventa uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita.
L’evento ha ribadito un concetto chiave: solo attraverso formazione qualificata, competenze specifiche e lavoro di squadra è possibile sviluppare interventi assistiti realmente efficaci, capaci di rispondere ai bisogni complessi della società contemporanea.









