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Made in Italy: Coldiretti, in 10mila al Brennero per cambiare il codice doganale che ruba 20 mld agli agricoltori

Made in Italy: Coldiretti, in 10mila al Brennero per cambiare il codice doganale che ruba 20 mld agli agricoltori

da redazione
27 Aprile 2026
in costume e società
Tempo di lettura: 3 minuti
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In Calabria l’impatto di queste distorsioni è particolarmente grave: il settore agricolo e agroalimentare regionale conta oltre 60 mila aziende

Gli agricoltori italiani potrebbero recuperare fino a 20 miliardi di euro se venisse superata la norma dell’“ultima trasformazione sostanziale” prevista dall’attuale codice doganale europeo, che consente oggi di spacciare come italiani prodotti ottenuti con materie prime straniere. Risorse fondamentali in una fase segnata da forti rincari di energia, gasolio e concimi, aggravati dalle tensioni internazionali, che stanno mettendo a rischio semine, produzione e redditività delle imprese agricole.

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È l’allarme lanciato da Coldiretti in occasione della grande mobilitazione al Brennero, che ha visto la partecipazione di diecimila agricoltori da tutta Italia, per chiedere più trasparenza, etichetta d’origine obbligatoria e regole eque lungo la filiera agroalimentare.

In Calabria l’impatto di queste distorsioni è particolarmente grave: il settore agricolo e agroalimentare regionale conta oltre 60 mila aziende, rappresenta un presidio economico e sociale insostituibile nelle aree interne e soffre l’effetto combinato dell’aumento dei costi di produzione e della concorrenza sleale di prodotti esteri camuffati da Made in Italy. Solo nell’ultimo anno, secondo stime Coldiretti, i costi energetici e dei mezzi tecnici sono cresciuti a doppia cifra, comprimendo i margini delle imprese calabresi.

Dai camion Falso Made in Italy
Brennero Coldiretti
Brennero una visione della Mobilitazione

«La battaglia sull’origine non è ideologica ma economica e sociale – dichiara Franco Aceto – perché senza trasparenza si colpisce il lavoro degli agricoltori, si ingannano i consumatori e si svuota di valore il vero Made in Calabria. Modificare il codice doganale significa restituire reddito alle aziende e difendere produzioni di qualità che garantiscono sicurezza alimentare e tutela del territorio».

A destare preoccupazione è anche l’ingresso massiccio di semilavorati e materie prime straniere, come latte, cagliate, grano e pomodoro trasformato, che finiscono nelle filiere senza un’adeguata indicazione di origine, schiacciando i prezzi riconosciuti agli agricoltori locali e favorendo l’omologazione dell’offerta alimentare, con un aumento dei prodotti ultra‑trasformati.

Brennero Aceto con Prandini

«In Calabria paghiamo un prezzo doppio – sottolinea Cosentini – perché siamo una regione agricola che punta sulla qualità, sull’identità e sui legami con il territorio. Senza regole chiare sull’origine, le nostre imprese vengono penalizzate e si mette a rischio anche la fiducia dei cittadini. Per questo serve un intervento deciso dell’Europa, a tutela di agricoltori e consumatori».

Coldiretti ribadisce la necessità di una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari e di una revisione profonda delle norme doganali, per fermare gli inganni commerciali e rafforzare la sovranità alimentare. Una mobilitazione sostenuta anche dalla campagna #nofakeinitaly, che unisce agricoltori e cittadini nella difesa del cibo vero, del lavoro e dell’economia dei territori.

Tags: agroalimentarebrennerocalabriacodice doganalecoldiretticoldiretti calabriafranco acetomade in italy

redazione

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