Intervento dell’ex commissario straordinario del Parco Naturale Regionale delle Serre, che sin da subito aveva espresso dubbi sul progetto “Piano del Campo”
L’ex commissario del Parco Naturale Regionale delle Serre, Alfonso Grillo, interviene sulla decisione della Regione Calabria di dichiarare improcedibile l’istanza relativa al progetto eolico industriale “Piano del Campo”, una vicenda che nelle ultime settimane ha acceso il confronto politico e istituzionale nei territori delle Serre.
Una presa di posizione che assume un significato particolare anche perché proprio Grillo, durante il suo mandato alla guida del Parco delle Serre, fu tra i primi ad evidenziare dubbi e criticità rispetto alla compatibilità di grandi impianti industriali con un’area di straordinario pregio ambientale e paesaggistico come quella delle Serre calabresi. Negli anni, infatti, aveva promosso momenti di approfondimento e confronto pubblico sul delicato equilibrio tra sviluppo energetico, sostenibilità ambientale e pianificazione territoriale.
Secondo l’ex commissario, la scelta adottata dalla Regione rappresenta «un passaggio importante sul piano della tutela ambientale e della corretta pianificazione territoriale dell’area delle Serre e dell’intero comprensorio interessato». Grillo sottolinea come nel procedimento amministrativo siano emerse «criticità significative sotto il profilo ambientale, documentale e della compatibilità territoriale dell’intervento proposto», elementi che dimostrano «quanto sia necessario affrontare temi così delicati con rigore tecnico, prudenza istituzionale e visione strategica».
Nel suo intervento, Alfonso Grillo chiarisce anche come il tema non possa essere ridotto ad una contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari alle energie rinnovabili: «La Calabria deve guardare con convinzione alla transizione energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili», afferma, ricordando però che «la transizione ecologica è un obiettivo serio e strategico» che richiede «un equilibrio reale tra sviluppo energetico, tutela ambientale, paesaggio e identità dei territori».

L’ex commissario richiama inoltre i dati ISPRA, evidenziando che la Calabria è già oggi «tra le regioni italiane con la più alta copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili», arrivando «a sfiorare il 100% dell’energia elettrica consumata». Per Grillo, dunque, il nodo centrale non è opporsi alle energie pulite, ma «governarne la localizzazione e l’impatto in maniera sostenibile e compatibile con i territori di maggiore pregio ambientale e paesaggistico».
Particolare attenzione viene riservata al ruolo strategico del sistema dei parchi calabresi e, in particolare, del Parco Naturale Regionale delle Serre, definito «un’infrastruttura territoriale fondamentale per lo sviluppo sostenibile, la tutela delle risorse idriche, la salvaguardia forestale e la crescita delle economie legate al turismo ambientale e culturale».
Alfonso Grillo evidenzia inoltre come il comprensorio delle Serre sia oggi al centro di importanti progettualità legate al turismo lento e sostenibile, attraverso cammini naturalistici e religiosi, percorsi cicloturistici e iniziative di valorizzazione dei borghi storici e del patrimonio ambientale. Una prospettiva di sviluppo che, secondo l’ex commissario, punta a fare del paesaggio «una risorsa economica durevole e non un elemento sacrificabile».
Da qui l’appello finale ad una pianificazione moderna e responsabile: «La vera sfida consiste nel governare il cambiamento con equilibrio e responsabilità, evitando che la transizione ecologica perda il necessario rapporto con la tutela del territorio e con la qualità della vita delle comunità locali».
Per Grillo, la decisione assunta dalla Regione Calabria rappresenta quindi il risultato «di un confronto istituzionale serio», nel quale sindaci, enti territoriali e uffici tecnici hanno svolto «un ruolo importante nel rappresentare le criticità emerse durante l’iter istruttorio».
Un passaggio che, nel dibattito apertosi attorno al progetto “Piano del Campo”, rafforza ulteriormente la linea di quanti chiedono che il futuro energetico della Calabria venga costruito senza compromettere il patrimonio ambientale e paesaggistico delle aree interne.









