Il Catanzaro perde 0 – 2 ma approda lo stesso alla finale contro il Monza, intanto allo stadio Renzo Barbera sugli spalti si giocava un’altra “brutta partita”
I rosanero di Palermo hanno vinto il ritorno della semifinale playoff per 2-0, ma sono stati eliminati dal Catanzaro di Aquilani in virtù del 3-0 maturato all’andata.
Ora ai giallorossi calabresi toccherà sfidare il Monza che ha raggiunto la finale eliminando la Juve Stabia. I brianzoli hanno chiuso il doppio confronto con un pareggio per 2-2 nella gara d’andata e una vittoria per 2-1 nel ritorno, trovando risposte importanti soprattutto nella fase offensiva.
Ma tornando alla partita tra Palermo e Catanzaro, al momento del triplice fischio dell’arbitro Marcenaro, in campo e sugli spalti la tensione è salita alle stelle. La rabbia dei 30mila tifosi che hanno riempito il Barbera è esplosa contro il direttore di gara e gli avversari, che sono stati scortati subito negli spogliatoi senza poter festeggiare in campo la qualificazione alla finale degli spareggi per la Serie A. Al termine della partita infatti in campo si è accesa una rissa e in campo sono volati fumogeni e petardi, con alcuni tifosi della curva del Palermo che hanno provato a scavalcare per entrare sul terreno di gioco, salvo poi essere bloccati.
Stessa atmosfera si è registrata sugli spalti dove un’accesa discussione tra dirigenti del Catanzaro e tifosi del Palermo che si è poi trasformata immediatamente in rissa.
Non si conoscono ancora le parole che hanno scatenato la reazione del figlio del direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, ma di li a poco è scoppiato un pandemonio che avrebbe visto coinvolti anche la moglie del DG e i genitori del giocatore Aquilani, alcuni di loro sono anche stati accompagnati in ospedale per ricevere delle cure.









